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La Visione dello Hyakume
#1

Light is radiant because there is darkness. And darkness is sublime because there is light.
Jirō Maki
Ah! Cavolo! Perché quel tengu deve avere sempre ragione!? Penso, un poco arrabbiato, mentre lascio la sala ristorante e mi dirigo verso la hall. A quanto pare, i miei colleghi non sembrano essere interessati a ricevere il mio aiuto nell'attaccare gli striscioni e hanno deciso di mandarmi a far la spesa. Un modo come un altro per togliere dai piedi uno zen di troppo.

Uffa, non è giusto! Non è stata colpa mia! Borbotto tra me e me, ripensando al colloquio di stamattina con Katsu. Il ricordo di quella volta che sono caduto a causa di una scala, sparpagliando le mie piume velenose per il locale, se a colazione mi ha fatto sorridere, ora mi fa venire i nervi a fior di pelle.

Sospiro, fermandomi un attimo e dando una sbirciata al foglio che ho in mano: sembra contenere una lista della spesa infinita. E io come faccio, da SOLO, a portare fin qui tutta questa roba? Mi toccherà andare avanti e indietro. Meno male che il negozio è vicino. Considero, mentre alzo lo sguardo dal foglio e scopro di non essere più solo.
#2

The future belongs to those who believe in the beauty of their dreams.
Zange Natsume
Se pensate che Zange possa starsene buono in un angolino ad osservare, senza intervenire, fare battute, far impazzire il prossimo o disegnare conigli, proprio non lo conoscete. Se c'è qualcosa in cui può ficcare il naso, allora eccolo lì pronto ad intervenire. E, per fortuna di Banri, l'attuale 'vittima' dello hyakume è un certo zhenniao.

Citazione:"Uffa, non è giusto! Non è stata colpa mia!"

A queste parole, lo hyakume ridacchia, mentre una visione si staglia davanti ai suoi occhi, mostrandogli una sala addobbata, uno zen che svolazza attaccando striscioni, una scala che inavvertitamente cade e lo colpisce in pieno, diverse piume velenose che si spargono nell'aria. Oh, neko-kun... ancora a tormentarti con quella storia? È stata una scena spettacolare: io personalmente te la lascerei riprovare, ma gli altri non sono d'accordo.
#3

Light is radiant because there is darkness. And darkness is sublime because there is light.
Jirō Maki
Natsume Zange si trova a pochi passi da me. Lo ascolto, senza sapere esattamente se essere preoccupato, divertito o arrabbiato per le sue parole. Ma, alla fine, il (per così dire) divertimento ha il sopravvento e un timido sorriso compare sulle mie labbra.

Zange-kun, quante volte ti devo pregare di non chiamarmi 'neko'!? Non sono un gatto, sai? Nonostante le mie parole, però, nel mio tono non c'è nulla che indichi che io mi sia offeso. Anzi, è tutto il contrario. Ormai, tra una cosa e l'altra, il fatto che mi chiami col termine giapponese per gatto è solamente divertente.

Comunque... non dovresti essere ad aiutare gli altri? Gli domando, aggiungendo tra me e me: O a tormentare Banri. O magari... vieni con me a far la spesa? Continuo, quasi speranzoso.
#4

The future belongs to those who believe in the beauty of their dreams.
Zange Natsume
Citazione:"Zange-kun, quante volte ti devo pregare di non chiamarmi 'neko'!? Non sono un gatto, sai?"

Ok, scusami... Maneki Neko-kun. Si corregge Zange, con un sorrisetto diabolico, utilizzando il soprannome ideato per lo zen da un suo amico umano.

Citazione:"Comunque... non dovresti essere ad aiutare gli altri?" O a tormentare Banri. "O magari... vieni con me a far la spesa?"

Alle parole di Jirou, l'immagine di Watanuki Banri compare in un veloce flash davanti agli occhi dello hyakume. Mi dispiace ma non posso. Ho diversi striscioni da attaccare. Poi devo assolutamente tenere d'occhio un certo tanuki, non vorrei che si facesse male in mia assenza.

Gli occhi dello hyakume incontrano quelli dello zen e succede. Una serie di immagini si susseguono davanti agli occhi di Zange, mentre lo youkai viene quasi risucchiato dalla visione. Un corridoio buio, un baratro, una fitta foschia, e degli strani simboli. Zange prende un respiro, mentre la visione incomprensibile svanisce nell'aria. Maki Jirou. Dice, d'un tratto serio. Nel tuo futuro ho visto un baratro e degli strani simboli. Sta attento.
#5

Light is radiant because there is darkness. And darkness is sublime because there is light.
Jirō Maki
Ah! Ah! Commento, quando mi chiama 'Maneki Neko', ma sul mio volto rimane il mio leggero sorriso. In qualche modo, Zange è riuscito a tirarmi su il morale. Ma la pianti! Basta con 'sti striscioni! Esclamo, ma l'effetto delle mie parole viene tutto rovinato dalla risatina che mi faccio scappare. E per quanto riguarda Banri-kun, credo che si faccia male più quando ci sei t...

Mi interrompo, mentre lo sguardo di Zange diventa quasi vacuo. Zange-kun? Lo chiamo, ma per ottenere una risposta devo aspettare che la visione - insolitamente intensa - termini. E, a quel punto, le parole del hyakume non sono per niente divertenti.

Un baratro? Strani simboli? Che significa? Domando, un poco preoccupato, ma so anch'io che Zange mi ha già detto tutto quello che sa.
#6

The future belongs to those who believe in the beauty of their dreams.
Zange Natsume
Citazione:"Un baratro? Strani simboli? Che significa?"

Non saprei proprio. Zange risponde alla domanda dello zen, mentre la sua espressione passa dal preoccupato, al pensieroso poi all'allegro. Anche se la visione non gli è piaciuta, lo hyakume non ha intenzione di farlo notare. Beh, lo scoprirai quando sarà ora. Adesso è meglio metterci a fare il nostro lavoro. Quindi: sciò. sciò! Fila a fare compere!
#7

Light is radiant because there is darkness. And darkness is sublime because there is light.
Jirō Maki
Non posso negare che le parole di Zange mi abbiano almeno un poco spaventato. Per quanto io ci possa pensare, non comprendo cosa possano significare. Cosa mi riserva il futuro? Mi domando, mentre esco dalla Maison de Ayakashi e comincio a percorrere la stradina che porta al negozio mio obbiettivo. Ma, dopo pochi metri, mi fermo davanti a un piccolissimo tempietto al lato della strada. Quando l'ho scoperto avevo da poco iniziato a lavorare per la Maison e il tempietto era malandato e ricoperto di erbacce. Grazie alla mia segnalazione, però, la Maison de Ayakashi si è mossa per restaurarlo e ora è tornato allo splendore di un tempo. Nessuno di noi ha ancora incontrato il kami che lo abita, ma - dato l'aura di sacralità che circonda il tempietto - sembrerebbe proprio che siamo arrivati in tempo: il kami non è ancora scomparso perché dimenticato. Probabilmente è debole, e aspetta le nostre preghiere per ripristinare il suo antico potere.

Recupero dalla tasca il foglio per origami, forse ora un po' spiegazzato, che mi son portato dietro. Mi inginocchio, con poche mosse sicure, piego la carta creando un origami a forma di coniglio bianco. Saki no Kami... Sussurro, posando l'origami nel tempietto, vicino alle altre offerte. Questa volta ti regalo un coniglio. Sai, Zange adora i conigli e... ha avuto una visione un po' strana. Saki no Kami, se ti è possibile, potresti proteggermi?

Rimango ancora per qualche istante lì, inginocchiato davanti al tempietto, fregandomene degli eventuali passanti. Poi mi alzo, faccio ancora un leggero inchino in direzione del tempio e mi allontano. È ora di far la spesa, dopotutto. Ma dopo pochi passi comincia a succedere qualcosa di strano: una forte sensazione di oppressione mi avvolge, togliendomi quasi il respiro, e Tokyo sparisce davanti ai miei occhi lasciandomi nell'oscurità.
#8

Il buio si dileguò insieme alla brutta sensazione di oppressione, lasciando Jirou con i piedi per terra su di un pavimento in pietra scura, quasi blu. La breve porzione di corridoio su cui appoggiava si apriva.. sì, ma in un baratro. La pietra su cui appoggiava i piedi si interrompeva bruscamente in un taglio netto, dove iniziava un'immensa porzione di spazio completamente avvolta in una foschia grigia e indistinta. Brevi spezzoni di immagini e sagome vi scorrevano come in una vecchia pellicola, sbiadita, danzando come fumo all'interno di quella nebbia indecifrabile.

Alcuni sussurri e dei suoni indistinti provenivano dalla nebbia, quasi inquietanti: così sconnessi da poter far rabbrividire anche il più temerario dei guerrieri. Cos'era, il limbo grigio oltre la morte?

L'unica certezza che sembrava possedere stava in realtà dietro di lui: una pulsantiera lievemente luminosa si stagliava alle sue spalle, chiara e definita come nient'altro in quella sala. E mentre i suoni continuavano a susseguirsi, sconnessi e a volte animaleschi, altri rumori vi si sovrapponevano: il tintinnare della pioggia, il rombo del mare in tempesta, delle vocali e delle esse sibilanti. Ognuno susseguiva il precedente, a volte intervallato da un ben più pauroso silenzio. L'incertezza si ergeva oltre e la sicurezza alle sue spalle. Nient'altro: nulla di meno, nulla di più.
#9

Light is radiant because there is darkness. And darkness is sublime because there is light.
Jirō Maki
Cosa diavolo è successo? Non posso fare a meno di domandarmi, appena quella maledetta sensazione di oppressione sparisce, assieme al buio in cui mi sono trovato d'un tratto immerso. Con la scomparsa del buio posso vedere dove mi trovo: non più la stradina di Tokyo che stavo percorrendo fino ad un attimo fa, ma in un breve corridoio dal pavimento blu... che si apre su quello che sembra proprio un baratro. Un baratro innaturale, dai bordi netti e immerso in una foschia quasi spettrale. Calmo, Jirou... qui l'unico spettro sei tu! Mi dico, mentre i miei occhi cercano di seguire le immagini che si susseguono nella nebbia, senza riuscire ad afferrarle realmente, e le mie orecchie si tendono nel tentativo di comprendere quei sussurri terribilmente inquietanti. Ma, per quanto io stia cercando di scherzarci su, la verità è che sono terrorizzato. Non tanto per il baratro, già di per sé alquanto spaventoso... ma per l'espressione che Zange-kun aveva quando, poco prima che uscissi dalla Maison, mi ha detto: "Nel tuo futuro ho visto un baratro e degli strani simboli. Sta attento." E le visioni di Natsume Zange non sono cose su cui scherzare: come hyakume, cento occhi, la sua abilità di vedere nel passato, nel presente e nel futuro può essere spaventosa.

Strani simboli... Ripeto nella mia mente, cercando quasi di trovare un appiglio, un qualcosa su cui concentrarmi per non cadere in preda al terrore. Per quanto togliere gli occhi di dosso al baratro, alla sua nebbia e ai suoi... abitanti mi sembra quasi un azzardo, mi costringo a voltarmi, alla ricerca di qualsiasi cosa che possa spiegare l'affermazione di Zange. E quel qualcosa si staglia subito davanti a me, ben in vista: una pulsantiera, piena di simboli che sono ben diversi dagli ideogrammi giapponesi e cinesi. Egizi? Mi ritrovo a chiedermi, ma non conosco abbastanza sugli antichi egizi e sulla loro scrittura per poter fare teorie in proposito.

I sussurri provenienti dal baratro, ora accompagnati da rumori naturali, come il rombo del mare e la pioggia che scende, mi portano a voltarmi di nuovo verso di esso, allontanando un momento dalla mente la strana pulsantiera lievemente luminosa, che è solo una delle tante cose di questo luogo che non comprendo. Porto inconsciamente la mano destra alla cintura e sfioro l'impugnatura della katana, quasi come se volessi estrarla da un momento all'altro. Ma contro cosa? La foschia?

Sto ancora riflettendo su cosa fare, quando inizio a tossire come un matto. Porto una mano alla bocca e, una volta che la crisi è passata, la pulisco direttamente sui vestiti, senza nemmeno guardarla. Dopotutto, so già cosa ci troverei sopra: il veleno che rende noi zhenniao così pericolosi, è un danno non solo per gli altri... ma anche per noi. Meno male che stamattina sembravo stare bene... Mi ritrovo a pensare, non so se più ironico o più disperato, mentre prendo una decisione: non ho idea se ci sia qualcosa in mezzo alla foschia, ma voglio scoprirlo.

Ehi! C'è qualcuno!? Mi costringo praticamente a gridare, mentre con la mano stringo l'impugnatura della katana, pronto ad estrarla se fosse necessario.
#10

She had power over the most magnificent forces on Earth, but she still didn’t feel like she had power over the most important thing of all—her own heart.
Saki Wakahisa
Saki no Kami è seduta sul tetto del suo minuscolo tempio quando arriva lo zen. Non avendo preso forma solida, in modo da risparmiare energia, la chinjugami non è visibile agli occhi di umani e youkai. Ma lei può vedere e sentire tutto ciò che succede nella zona.

La chinjugami sorride quando Jirou si inginocchia e crea per lei un origami.

Citazione:"Saki no Kami... Questa volta ti regalo un coniglio. Sai, Zange adora i conigli e... ha avuto una visione un po' strana. Saki no Kami, se ti è possibile, potresti proteggermi?"

Lo hyakume ha avuto una visione? Ma che tipo di visione? Si domanda, aspettando che lo zen aggiunga qualche particolare. Ma lui non lo fa, limitandosi a salutarla e ad andarsene. Come diavolo faccio a proteggerti se non mi dici da cosa devo proteggerti! Pensa, un po' arrabbiata, la kami, ma la sua furia si volatilizza appena nota cosa sta succedendo allo zen. Ohi, ohi... qualcuno lo sta trascinando via contro la sua volontà.
Scende dal tempio, prendendo forma solida, ma ormai è troppo tardi: Jirou è sparito.

Che cavolo! trascinarlo via davanti ai miei occhi e all'interno del mio territorio. Questo è inaccettabile! Pensa, chinandosi per prendere tra le mani l'origami a forma di coniglio. Jirou... Maki Jirou... Sussurra, mentre utilizza i suoi poteri per connettersi almeno mentalmente con lo zen, utilizzando l'origami come canalizzatore.

Ci vuole qualche secondo prima che la chinjugami riesca a raggiungere il suo obbiettivo e a percepire le condizioni fisiche (non buone) e mentali dello zen. Calma, Jirou. Ora ti porto a casa: Saki no Kami ripaga sempre i suoi debiti. Sussurra, mentre utilizza parte della sua energia per avvolgere lo zen, con l'obbiettivo di riportarlo nella sua dimensione di appartenenza.
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