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Solo per te...
#21

Blu Roberts (Umana)

Avevo sempre avuto un grande vuoto dentro. Non avevo mai trovato nulla che mi appagasse veramente, niente che potesse farmi sentire davvero completa e a posto con me stessa. Era una sorta di limite, qualcosa che credevo mi avrebbe segnata a vita. Quasi come se non fosse possibile una sorta di riscatto o un cambiamento che potesse far cessare quella mia mancanza.
Ma mi sbagliavo. Come era successo poche volte nella vita, mi ero resa conto che le mie convinzioni non avevano poi tutto quel fondamento, e che le mie aspettative non erano abbastanza forti da reggere il confronto con quello che poi sarebbe successo nella realtà. Lui aveva decisamente stravolto la mia vita. Era diventato tutto quello che mi sapeva rendere felice e colui che faceva nascere i migliori sorrisi sulle mie labbra senza fare nulla di straordinario, ma rimanendo semplicemente se stesso. Aveva colmato quel vuoto, riempiendolo con il suo amore e con il desiderio incessante che non mancava mai, ma che invece cresceva sempre di più. Non credevo fosse possibile riuscire a provare determinate emozioni, come non credevo fosse altrettanto possibile che un ragazzo potesse ritagliarsi uno spazio così grande nel mio cuore e nella mia vita. Eppure era così. Era diventato tutto per me, tanto che non riuscivo ad immaginare un solo istante senza di lui.
Comunque sarebbero andate le cose tra noi, non avrei mai potuto rimpiangere nulla. Ero felice di averlo vissuto, in qualsiasi caso. Mi stava regalando le emozioni e i giorni più intensi di tutta la mia vita. Non avrei mai potuto deridere quello che eravamo e che vivevamo insieme. Come avevo sentito dire molte volte, è meglio amare e perdere, che non amare mai. Essere estremamente felici per poco tempo era decisamente sublime, rispetto a vivere infelicemente per sempre. Anche se, ovviamente, preferivo pensare che tra noi non sarebbe mai finito nulla. Preferivo vivermi quegli istanti con ottimismo e con il sorriso sulle labbra, magari mi avrebbe portato fortuna.
Mi voltai verso di lui, sentendo la sua affermazione.
Feci un'espressione imbronciata, incrociando le braccia, mostrandomi fintamente arrabbiata per ciò che disse.
Beh, allora scia da solo...Tanto sei più bravo...
Mi abbassai verso gli scii, staccandomeli dai piedi, per poi voltarmi di lato, non degnandolo di attenzione, come se da quella parte ci fosse qualcosadi più interessante. Cosa improbabile, dato che oltre la neve non c'era assolutamente nulla. Stavo per scoppiare a ridere, ma cercai di trattenermi.
Poco dopo sentii un suono strano, come se ci fosse qualcosa che fosse scivolato. Mi voltai di scatto verso di lui, notando che chi era scivolato era proprio lui.
Non riuscii più a trattenere le risate, scoppiando a ridere di gusto, scuotendo il capo.
Direi di sì!!
Continuavo a ridere, osservando quella sua posizione buffissima.
Questa è una specie di punizione divina...Te l'avevo detto di fare attenzione a come parli di me e a come mi tratti!...
La mia voce voleva apparire piena di sè, ma non riuscivo a mantenere un tono che si avvicinasse alla serietà, dato che non smettevo di ridere.
Mi avvicinai a lui a gattoni, non perdendo il nostro contatto visivo.
Credo sia meglio continuare a piedi...Non credo di essere portata per questo sport...!
Ammisi sorridendo divertita, guardando verso il basso, come per trovare la fine di quella discesa di neve.
E se dopo tutto questo freddo tornassimo allo chalet? Mi piacerebbe provare quella fantastica sauna...E magari anche la vasca idromassaggio...
Lo guardai con sguardo sognante, aspettando un suo parere. Sarebbe andata bene qualsiasi cosa, l'importante era che ci fosse lui accanto a me.
#22

Samuel Kalember (Cacciatore)

Il giorno perfetto.
Quello che aspetti da una vita, quello in cui qualsiasi cosa viene programmata nei minimi dettagli per evitare che un inconveniente ti possa rovinare la giornata.
Molti lo identificano come quello del matrimonio, il passo più importante che si possa compiere, secondo alcuni.
Il giorno in cui tutto ciò che hai di caro e bello ti sta accanto, come se in un unico fare si riunisse tutto ciò che riguardava la tua vita e tutte le persone che ne hanno fatto parte.
Quel giorno non poteva definirsi tale. Non c'era una schiera di persone ad acclamare e festeggiare il nostro amore che ormai si era reso chiaro. Non c'erano oggetti costosi e abiti sfarzosi per permettere di distinguerci dagli altri.
Ma che ci si possa credere o meno, in quel giorno che sembrava essere inaspettatamente straordinario, mi bastava pensare che c'eravamo l'uno per l'altra, senza servirci di altro.
Non ridere...
Avevo preso una bella botta, diciamo che ero dolorante ma ancora intatto, non riuscvo nemmeno a smettere di ridere.
Aiutami piuttosto, credo di non essere più in grado di alzarmi...
Chiesi mentre la vedevo avvicinarsi a me, ancora intontito dalla strana ma soprattutto stupida caduta che avevo appena preso. La prossima volta imparo a prenderla in giro.
Lo sentivo che non ti stavo trattando come si deve! No, non sono un buon ragazzo per te...Adesso andrò a consolarmi da solo chissà dove...chissà con chi...
Era una specie di monologo mirato solamente a punzecchiarla dopo aver ascoltato quella sua provocazione. Scossi la testa, in attesa di un suo commento, visto che era da sempre stata una che non si tratteneva certo dal dire qualcosa.
Mi raggiunse, affacciandosi per guardare ed avere una visuale del percorso che avremmo dovuto seguire.
Usa pure il plurale, ormai nessuno si offende...!
Commentai ridendo, visto che entrambi avevamo dato il peggio di noi in soli dieci minuti. Eravamo negatissimi, e senza sorprenderci più di tanto, lo si notava davvero.
Spostai il mio sguardo sul suo volto per guardarla mentre parlava e mi proponeva quella sua nuova idea.
Direi che possiamo provare prima l'una e poi l'altra...
Proposi con un tono più calmo, non desiderando altro che passare ancora insieme a lei momenti che appartenevano a quella giornata.
Prima però aiutami con questi...
Dissi indicando gli sci ancora appuntati alle mie scarpe. Mi liberai in poco tempo anche di quelli, alzandomi ed aiutando lei ad alzarsi a sua volta.
Ci incamminamo lungo la strada del ritorno, portandoci dietro gli scii e camminando come dei comuni esseri umani, non potendo fare un tratto lungo con gli scii senza cadere almeno un altro centinaio di volte.
Uh...Prendiamo uno di quelli?...
Esclamai sorpreso indicando un punto che forse lei non aveva nemmeno notato. Erano delle moto da neve, quelle sì che andavano forte, meglio degli sci. Era più una supplica innegabile che una domanda aperta a tutti i tipi di risposte, negative o positive che siano.
Le presi la mano e la trascinai con me, fremendo per usare una di quelle.
Ci avvicinammo al signore che probabilmente le affittava per un certo tempo, voltandomi poi verso Blu, come se volessi convincerla a concedermi anche questo, come se poi non avesse già fatto abbastanza per me quel giorno. E non solo.
Salii sulla moto, volente o nolente Blu sarebbe venuta lo stesso, o almeno avrei cercato in tutti i modi di convincerla, ma magari non serviva nemmeno allarmarsi così tanto.
Aspettai che mi raggiungesse, accertandomi che fosse salita anche lei e mettendomi il casco, salutando quel posto andando via alla massima velocità. Almeno su quelle sapevo come fare.
Non impiegammo molto ad arrivare, a differenza di come sarebbe accaduto se solo ci fossimo avviati a piedi. E poi con l'ingombro degli sci sarebbe stato uno sforzarsi inutile.
Con una sferzata frenai lì dove avevamo preso la funivia, l'unico posto di cui ricordassi la strada visto il mio poco avere a che fare con quel luogo.
Soddisfatta?...Chiesi rivolgendomi a Blu. Era stato... Elettrizzante. Non mi capitava quasi mai di poter correre in quel modo, specie in quel giorno, sulla neve.
#23

Blu Roberts (Umana)

Avevo sempre pensato che le favole fossero solo delle grandi bugie, delle finte creazioni fatte esclusivamente per illudere i bambini che ci fosse qualcosa di bello e che il bene sovrastava qualunque cosa, vincendo sul resto. Non potevo dire che i valori che si esprimevano in esse fossero sbagliati, affatto. Erano fin troppo belli e giusti, e per questo erano praticamente impossibili da applicare alla realtà.
Mi era capitato molte volte di pensarci su, di pensare che forse sarebbe stato meglio evitare di dare un'educazione del genere ai bambini, forse sarebbe stato più salutare fare in modo che si rendessero conto che nel mondo non era tutto così roseo e che nella maggior parte dei casi non si fa altro che rimanere a leccarsi le ferite che ci vengono inferte da quello stesso mondo che tutti, in un modo o nell'altro, speriamo di poter cambiare. Certo, sicuramente insegnando ai bambini che la vita è assurda, che niente va come credi e che molto spesso ci si ritrova a soffrire a causa degli altri toglierebbe senza ombra di dubbio molti momenti felici all'infanzia di ognuno di loro; ma forse, allo stesso tempo, renderebbe la propria esistenza e soprattutto il momento in cui si diventa adulti meno traumatico, servirebbe sicuramente a perdere meno tempo e a sprecare meno energie nell'inseguire dei sogni che non avranno mai fondamento, perchè probabilmente fanno parte di quel mondo utopico e ingenuo che purtroppo ritornerà sempre nel corso della vita. L'infanzia ha un'importanza basilare per tutti. Se qualcosa va storto in essa, quasi sicuramente ci saranno delle ripercussioni per tutta la vita. E tu, volente o nolente, non devi far altro che accettarlo; perchè purtroppo indietro non si torna, e cambiare ciò che è stato, e soprattutto ciò che a volte hanno fatto altri, è quasi impossibile. Ma, alle volte, capita di trovare una sorta di diversivo, qualcosa che renda i tuoi giorni meno infernali, e che ti faccia distaccare da quello che sei o comunque da quello che hanno fatto di te. Trovare una persona con la quale stare bene era uno di quei diversivi. L'amore supera qualsiasi cosa. E' più forte persino della morte o del tempo che scorre imperterrito, rubandoci attimi e occasioni che non vengono presi al volo. E Sam mi aveva dato l'opportunità di capire che attraverso quel sentimento e il rapporto che avevamo costruito insieme la mia vita poteva cambiare. E così era stato. Tutto era cambiato, persino la percezione della mia esistenza e di quel destino che fino a tre mesi prima credevo fosse segnato.
Ridevo ancora pensando alla sua caduta e nel sentire le sue parole non smettevo di farlo.
Ma tu non vai proprio da nessuna parte! A costo di legarti ad una sedia!!
Ridacchiai per quelle mie stesse parole, alzandomi e scrollando un po' di neve dai miei vestiti.
Non appena sganciò i suoi scii e io recuperai i miei, ci incamminammo su quella discesa, della quale non si vedeva ancora la fine. Chissà quanto avremmo dovuto camminare, mah, non riuscivo a intravedere nulla, sembrava che ci fosse uno strato di nebbia quasi palpabile.
Non appena sentii le parole di Sam mi voltai verso di lui, per poi seguire la direzione del suo sguardo, intravedendo una postazione dove si potevano affittare delle moto da neve.
Non feci in tempo a rispondergli che mi prese per mano, trascinandomi letteralmente davanti al signore che le affittava.
Doveva essere un'esperienza mozzafiato, non avevo mai provato nulla di simile. In realtà non avevo nemmeno mai avuto il piacere di salire su una moto normale, figuriamoci su una di quelle. L'idea però non mi sembrava affatto malvagia, anzi. Ero elettrizzata al solo pensiero di salire su uno di quei cosi. Dopo aver sciato con scarsi risultati per la prima volta, ora mi aspettava una nuova esperienza.
Salii subito dopo di lui, stringendomi al suo corpo e aspettando che partisse.
Non appena prese velocità sentii il freddo pungente soffermarsi sul mio viso, quasi come se fosse un coltello affilato che volesse tagliarmi la faccia. Nonostante questo, però, dovevo ammettere che le emozioni che si provavano lì sopra erano davvero eccezionali. L'adrenalina mi salì alle stelle, accompagnata anche dal battito del cuore che prese ad accellerare senza badare a nessun limite. Chissà poi perchè in sua presenza non ci fosse mai niente di scontato o di naturale, tutto sembrava incrementato a dismisura, a partire dal ritmo delle mie pulsazioni cardiache.
Quando frenò mi strinsi ancora di più a lui, chiudendo per una frazione di secondo gli occhi, quasi come se temessi uno scontro con qualcosa. Ma doveva essere solo un riflesso spontaneo, dato che era andato tutto bene.
Wow!
Esclamai scendendo dalla moto, guardandolo negli occhi ed aggiustandomi i capelli che si erano tutti spettinati a causa della velocità di quella specie di corsa.
Direi di sì! Non sapevo che eri un pilota così...dotato!
Ridacchiai, avvicinandomi a lui e prendendolo per mano, incamminandoci nuovamente verso lo chalet.
In una sola giornata ho fatto più esperienze nuove che in 19 anni di vita!!
Affermai sorridendo divertita mentre ci avvicinavamo sempre di più all'edificio in legno.
Non appena arrivammo a destinazione ci dirigemmo nuovamente in camera, dove "ci aspettavano" Orazio e la scritta di petali ancora intatta.
Mi avvicinai all'orsacchiotto, prendendolo in braccio ed abbracciandolo.
Oh mio unico amore! Quanto mi sei mancato!!
Scoppiai a ridere dopo poco, rimettendolo sul letto e guardandolo ancora per qualche istante, per poi svestirmi, togliendomi la giacca e appoggiandola su una sedia.
Sbirciai nell'altra stanza, quella con la sauna, guardandola meglio, dato che prima non avevo avuto molto tempo per "visitare" bene quella nostra super camera.
Mi voltai verso di lui con un sorriso, indicandogli la stanza.
La sauna ha detto che aspetta solo noi...Che dici? L'accontentiamo??
Mentre aspettavo una sua risposta iniziai a svestirmi, togliendomi il maglione e i pantaloni, senza fare troppi complimenti. Non era proprio il caso di vergognarsi in sua presenza, diciamo che non era sicuramente la prima volta che mi vedeva senza vestiti, anzi. A quel pensiero un sorrisetto malizioso comparì sulle mie labbra, mentre mi voltavo verso di lui, cercando di vedere a che punto era.
Cosa aspetti?! Non vorrai mica che ti svesta io...
Sussurrai avvicinandomi pian piano con fare sensuale, lasciando cadere a terra anche l'ultimo indumento, rimanendo così solo in intimo.
#24

Samuel Kalember (Cacciatore)

Non credevo più in molte altre cose, ma nell'amore avevo sempre trovato un dubbio da quando avevo conosciuto Blu.
Stare con lei mi aveva aperto gli occhi su un qualcosa che non pensavo potesse esistere. Guardare la stessa cosa, ma riscontrarne un parere diverso.
Come un opera d'arte, un quadro, un sentimento, un pensiero che ognuno faceva suo a proprio modo, e che non sarebbe stato mai visto nella stessa maniera da due persone diverse.
Mi sforzavo di mantenere sempre una certa coerenza in quello che facevo, e nessuno mi ha mai giudicato diverso da come volevo apparire.
Ma non era affatto così. Nella mia autoanalisi a cui mi sottoponevo di tanto in tanto, anche non volendolo, notavo che nonostante quel mio intento, non riuscivo ad essere capace di essere lo stesso ragazzo sempre e comunque.
Cambiavo. In continuazione. E chi riusciva a starmi dietro era chi "meritava" di starmi accanto. Dico meritava, ma in effetti ero anche io che non rendevo vita facile agli altri. Non perché provassi piacere o ancora meglio era nel mio intento rovinare la loro vita o metterli in difficoltà.
Il loro merito non stava nel saper restare accanto a uno come me, affatto, non ero così narcisista. Piuttosto stava nella loro bravura a capire me e le mie manie, a restarmi accanto nonostante tutto, a rendersi parte indispensabile di una vita che non era la propria.
E di persone così se ne trovavano poche. Sempre pronte a giudicare, a puntarti il dito contro, a stancarsi di starti vicino per i più svariati motivi. Alcuni giustificabili, altri no.
In qualsiasi modo metti questo tipo di discorso, sembra quasi che voglia esserne sempre il protagonista. Ma era così, e non mi dispiaceva ammetterlo. Ad un certo punto mi sono reso conto che per quanto volessi evitarlo, mi ritrovavo a parlare molte volte di me. Odiavo questo tipo di cosa. Sembravo non essere io, sembravano discorsi che non mi appartenevano.
Io non ero così come forse apparivo. Io non pensavo solo a me stesso, anche se nel momento in cui lo dicevo, lo stavo facendo. E così andava, così era condannata la mia esistenza. Così mi arrendevo.
Con Blu però non mi sentivo per niente condannato, era stato semplice fin dall'inizio creare un rapporto di reciproca serenità tra noi due. Ok, non proprio dall'inizio, visto che portavo ancora sulla pelle le scintille roventi che erano sfuggite al nostro primo incontro, e che assolutamente non avevo mai disprezzato.
Era come se quello che ci legava era un qualcosa di già esistente, che non aspettava altro di essere scoperto e messo in atto.
Oh beh... non lo sapevo nemmeno io...!
Affermai ridendo con lei mentre mi toglievo il casco e prendendole la mano, avviandoci verso la nostra camera.
E dire che non è finita qui...O sbaglio?!
Chiesi retoricamente, come se le stessi assicurando che non sarebbe rimasto tutto a quella mattina, che se avessimo voluto, avremmo potuto sfruttare ogni instante di quelle giornate, fino alla fine.
Lei in una giornata aveva praticamente riempito la mia vita. Altro che esperienze. Avevo trovato un senso a tutto, avevo trovato un senso a quello che provavo per lei, al fatto che non avrei desiderato altro che essere suo per tutto il resto della mia vita.
No, ecco che comincia già a rubarmi spazio e attenzioni...
Dissi fingendomi irritato dalla presenza di quell'orsacchiotto di peluche. Oltrtutto ero anche costretto a fingere di odiarlo, vista l'indole di Blu a volermi per forza stuzzicare su quello. Fino a quando non ne sarei diventato geloso per davvero.
Ok già stavo facendo ragionamenti assurdi sull'eventuale gelosia che avrei potuto avere nei confonti di un pupazzo. Ero più stupido di quanto pensassi.
Restai lì a guardarla svestirsi, completamente privo di intenzioni, visto che continuava a lasciarmi senza fiato ogni volta che la guardavo. Eh sì, Blu non mi sarebbe mai stata indifferente, questo era da dare per scontato.
Guardavo il suo fisico, senza perdermi proprio niente, rendendomi conto che non era mai stata così circondata da quella specie di luce così come adesso. O era solamente frutto della mia fantasia, ma io la reputavo semplicemente...perfetta.
Ne ero indiscutibilmente innamorato cotto. E non mi vergognavo a dirlo. O almeno non più.
Ah ma dici a me?! Pensavo parlassi con il peloso lì...
Dissi sdrammatizzando sui miei stessi pensieri e indicando Orazio, mentre lei si avvicinava a me. Ritornai al presente, evitando di dilungarmi in altri stupidi pensieri.
Feci qualche passo, fino ad arrivare davanti a lei, sfilandomi lentamente di volta in volta la felpa e la maglia che avevo sotto, per poi togliermi di dosso anche i jeans, liberandomi dai vestiti.
Rendiamo onore anche alla sauna allora...
Dissi avvicinandomi a lei, per sentire il suo calore vicino, e stavolta era anche un buon pretesto per scaldarmi dato che faceva davvero freddo.
Anzi no, meglio rendere prima onore a te...
Avvicinai le mie labbra alle sue, baciandole dapprima con lentezza, assaporandone il gusto, per poi cominciare a baciarla con sempre più trasporto.
#25

Blu Roberts (Umana)

In quei tre mesi la percezione del tempo era cambiata radicalmente. Se fino a prima di conoscerlo perdevo le mie giornate pensando ad un futuro prossimo, a quello che poteva aspettarmi nei giorni seguenti che avrei vissuto, alle speranze che avevo o semplicemente al passato; da quando c'era lui nella mia vita avevo perso questo genere di fissazioni su ieri e sul domani. Già, perchè stare con lui era così piacevole che non avevo bisogno di pensare al passato o al futuro, ma l'unico desiderio che avevo era vivermi il presente e soprattutto la nostra storia.
Era incredibile come una persona riuscisse a rendere così felice e completa la tua vita da farti provare una grande soddisfazione interna, tanto da farti arrivare a comprendere di non aver bisogno di altro per vivere serenamente; perchè tutta la serenità e la gioia di vivere faceva capo a lui. E così avevo anche scacciato la paura dell'ignoto, di quello che ancora non avevo affrontato e che sarebbe accaduto; e avevo abbandonato il peso opprimente che aveva il passato, per privilegiare ogni momento da vivere insieme a lui.
Avevo persino abbandonato i miei desideri di infanzia, come quello che gli avevo confessato quella sera sulla terrazza, quello di contare le stelle. Non credevo che fosse possibile trovare felicità in altri luoghi o grazie ad altre cose, tutto ormai dipendeva da noi. Avevo abbandonato i pensieri sulle cose futili della vita, era come se avessi compreso cosa fosse veramente importante e quali valori richiedessero tutta la mia energia e tutta la mia attenzione.
Non è affatto finita qui...
Sorrisi voltandomi per un momento verso di lui, ritrovando quei suoi occhi profondi e ammaliatori.
Mah...Sarà il suo fascino...Non saprei spiegare questa mia attrazione verso di lui...
Ridacchiai, ricambiando quella battuta sull'orso. Ecco un'altra cosa che avevo scoperto: con lui era facile scherzare. Era semplice sentirsi liberi di dare e ricevere senza chiedere nulla.
Il nostro non era uno di quei rapporti ossessivi, era molto più sano e "tranquillo"; facevamo esattamente quello che ci andava di fare, ci mostravamo all'altro per quello che eravamo realmente, senza seguire nessuna legge o regola stupida. Forse era questo il senso dell'amore. Lasciare la libertà di esprimersi per dare il meglio di sè stessi e ricevere altrettanto. Beh, da quello che avevo visto e percepito fino a quel momento lui era il meglio per me; ovviamente speravo che fosse la stessa cosa per lui.
Nel vedere quei suoi indumenti finire per terra e il suo corpo perfetto venire sempre di più allo scoperto non potei fare altro che dargli tutta la mia attenzione, osservando ammaliata i suoi lineamenti che non facavano altro che rendermi completamente assorta ed estasiata da lui. Dio quanto era perfetto. Mi attraeva da morire. Ricordo che fin dal primo istante era stato così; ok, forse non proprio dal primo, ma non era passato molto tempo da quando mi resi conto di desiderarlo davvero tanto. E le cose non erano affatto cambiate in quei mesi, anzi, forse quelle sensazioni erano aumentate ancora di più. Fatto sta che in quei momenti non riuscivo a fare altro che rimanere senza fiato. Se poi aggiungiamo quel suo avvicinarsi e unire i nostri corpi..Beh, impazzivo.
Quei suoi baci avevano ogni volta un sapore diverso e se possibile sempre migliore, tanto che non riuscivo a fare altro che desiderare di baciarlo ancora e ancora, assaporando così al meglio ogni tipo di effusione.
Mi strinsi al suo corpo, non badando a ciò che disse, nemmeno sicura di aver afferrato tutto, data la mia incapacità di fare qualcosa che fosse diverso dall'amarlo e concedermi totalmente a lui.
Feci per fare qualche passo in avanti, facendolo distendere sul letto e sentendo sotto le mie dita i petali che poco prima formavano la scritta di auguri.
Buon compleanno amore...L'ho già detto?!
Sussurrai sorridendo divertita, mentre lo coinvolgevo nell'ennesimo bacio e mi sedevo a cavalcioni su di lui, percorrendo il suo petto muscoloso con le mani, per poi sfiorare il suo viso e finire ad intrecciarsi nei suoi capelli.
Lo baciai per un po', sentendo il desiderio nei suoi confronti aumentare a dismisura, soprattutto ora che i nostri corpi non facevano altro che sfiorarsi senza ritegno.
Mmm...E se ti facessi un massaggio?? Di là c'è un lettino con vicino tantissimi oli e creme...
Sussurrai con fare sensuale, sfiorandogli nuovamente il viso e guardandolo negli occhi, sfiorando le sue labbra con delicatezza e mordicchiandogli il labbro inferiore.
#26

Samuel Kalember (Cacciatore)

Risi alla sua affermazione, guarando prima lei e poi spostando il mio sguardo sull'oracchiotto.
Tanto vi lasciate...
Risposi fingendomi sdegnato verso lei e Orazio. Era nata anche un altra forma di gioco a quanto potevo vedere. Dovevo pure fare attenzione all'effetto che un pupazzo poteva avere sulla mia ragazza.
Ti accorgi di saperne più del previsto quando riesci ad argomentare senza problemi su di un argomento. Che sia un tema particolare o che si tratti di esprimere semplicemente la propria opinione, è bello potersi esprimere mettendo in atto le proprie conoscenze e confrontarle poi con quelle degli altri.
Dovevo anche ammettere che quest'idea non mi dilettava parecchio, perchè solitamente preferivo tenere le cose per me ed uscirmene con mezza frase che mi avrebbe congedato in qualche secondo dall'entrare in una discussione; anche se a volte, devo dire, ero proprio io che mettevo in mezzo determinate questioni per poter dar sfogo a quello che tenevo dentro.
E' stupido pensare che passi la maggior parte del tuo tempo a litigare su cose inutili, quando i litigi stessi lo sono.
Dicono che litigare fa bene alla coppia, che è un modo per sfogarsi dalle tensioni e che rende più uniti di prima.
Non mi permettevo di negare queta specie di informazione generale, ma se le tensioni non c'erano tra due persone, perchè litigare a vuoto?!
Sì, insomma, nei miei tre mesi con Blu c'erano stati alcuni litigi di poco conto, così inetti e futili da vergognarmi persino di prenderli in considerazione.
Era sempre andato tutto con fluidità e reciproca serenità che non cessava di aumentare giorno dopo giorno.
Fummo vicini, le mie mani si posarono delicatamente sui suoi fianchi, per poi perdere quel contatto poichè fui spinto e costretto a lasciarmi cadere sul letto.
Non perse tempo, raggiungendomi e sedendosi su di me. Quendo faceva così perdevo completamente il senso delle cose.
Lasciai perdere la risposta a quella domanda che nemmeno la richiedeva, pensando invece a ricambiare quel bacio e a lasciarmi andare con lei.
Era come sempre una favolosa sensazione sentire il suo corpo che sfiorava il mio, provocando piccoli brividi a dismisura che si diradavano per far sentire quello che provavo in ogni singola parte del mio fisico.
Dico che vuoi davvero viziarmi...
Non c'era bisogno di sottolineare che certe volte sapeva essere davvero convincente, senza nemmeno essere logorroica o usando così tanti paroloni.
Già mi colpiva con il suo fare "abitudinario", figuriamoci quando mi guardava in quel modo costringendomi ad essere suo.
Solo che non credo riuscirò mai ad alzarmi da qui...
Risposi rassegnato, lasciandole ancora un paio di baci sulle labbra. Proprio non trovavo la forza di volontà per allntanarla da me e andare di là. Significava interrompere quello che la mia mente già stava elaborando, e non solo.
Sentivo che volevo averla ancora, approfondire quella situazione. Ormai ero partito, fuso.
Ok, andiamo...
Dissi ripensandoci. In effetti l'idea non mi dispiaceva, sarebbe stato uno sfregio rifiutareo quanto meno stavo dando uno schiaffo a quello che altri potevanpo solamente limitarsi a sognare.
Mi alzai, permettendo a Blu di farlo a sua volta e con un sorriso da idiota beato che mi portavo sul viso, la presi per mano conducendola nell'altra stanza.
Spero di essere in buone mani allora...
Dissi rivolgendomi a lei, riferendomi alla storia del massaggio. In effetti non ne avevo mai nemmeno fatto uno. Non ero un tipo che andava apposta lì, in quei centri, per farsene fare uno. Ero un tipo che non pensava che un massaggio potesse risollevare un uomo da tutta la tensione e sentimenti negativi vari.
Ma con Blu mezza nuda, io completamente privo di capacità di intendere e di volere, beh...Mi sarei risollevato eccome.
#27

Blu Roberts (Umana)

La passione era una componente importante in un rapporto, ne ero convinta. Il solo fatto di essere attratti da una persona fisicamente era fondamentale; anche se, ovviamente, non poteva essere l'unica caratteristica che accomunava due persone. O almeno due persone che volevano condividere qualcosa in più di una semplice avventura. Dovevo ammettere che tra di noi non mancava nulla. Oltre ad esserci una bella intesa di tipo cognitivo e mentale, c'era anche quella di tipo fisico. Il desiderio che sentivo nei suoi confronti era aumentato a dismisura ogni istante che potevo condividere con lui, senza deludere mai le mie aspettative. Non sapevo se c'era un limite, se prima o poi quella avanzata sarebbe giunta al termine, fermandosi, divenendo statica e facendomi perdere tutta quell'attrazione che sentivo verso di lui. Speravo di no, ma ogni volta che sentivo nascere in me la voglia di lui ero convinta che quel desiderio non avrebbe mai avuto fine e che il rapporto tra noi avrebbe sempre avuto la sua buona dose di passione che avrebbe tenuto acceso ogni nostro incontro.
Il fatto di essere legata a lui da quel genere di sensazioni mi aveva fatto scoprire delle parti di me che fino a poco prima di conoscerlo mi erano ignare. Ad esempio, non avevo mai saputo di poter perdere così la testa in alcuni istanti, e quello che stavamo vivendo insieme, faceva proprio parte di quel tipo di istanti. Insomma, in passato non mi sarei mai sognata di fare determinate proposte ad un mio eventuale fidanzato. Seppur non gli avessi chiesto niente di così eclatante, però dovevo ammettere che un massaggio poteva racchiudere in sè una carica erotica e sensuale non indifferente. E sicuramente non lo avrei mai fatto con il primo che capitava. Anzi, prima di conoscere Sam mi imbarazzavo facilmente in quel genere di situazioni, probabilmente non avevo ancora sviluppato una "maturità" anche di quel genere e in quel campo. Ma ormai era chiaro che con lui tutto era diverso ed acquisiva un altro sapore. E, a dire la verità, non mi dispiaceva affatto poter provare emozioni e sensazioni diverse, sentirmi più estroversa e meno timida sul piano fisico.
Sì...Viziarti è il mio passatempo preferito...
Risposi sussurrando e ricambiando i suoi baci, sorridendo malizosamente nel sentire le sue successive affermazioni.
Sfioravo il suo viso lentamente, disegnando ogni suo piccolo lineamento e specchiandomi nelle sue iridi scure nelle quali amavo perdermi all'infinito.
Non appena disse che potevamo andare mi alzai in piedi, osservandolo in tutta la sua immensa bellezza. Più lo guardavo e più sentivo crescere la voglia e la bramosia di poter avere un contatto più intimo, di poter sentire i nostri corpi così vicini da essere capace di unirsi, facendoci nuovamente provare la sensazione di essere l'uno parte dell'altra, di creare insieme un unico essere.
Il solo fatto di aspettare e prolungare l'attesa era un qualcosa che mi scatenava una tempesta dentro, quasi come se le mie cellule impazzissero, desiderose di poter placare quel mio desiderio almeno per un po', di poterlo esaudire, così da portare nuovamente in equilibrio ogni istinto passionale, per poi vederlo nuovamente salire, fino a quando sarebbe diventato di nuovo insopportabile. Era una sorta di circolo vizioso, una catena che mi teneva irrimediabilmente legata a lui.
Raggiungemmo l'altra stanza, nella quale osservai tutto ciò che c'era attorno a noi, a partire dalla sauna per poi finire al lettino, destinazione di quella nostra piccola "passeggiata".
Mi avvicinai al mobiletto proprio lì di fianco dove c'erano oli e creme di tutti i tipi. Ne scelsi qualcuna, appoggiandole sul ripiano vicino al lettino.
Feci il giro, avvicinandomi a lui lentamente, per poi sfiorargli il petto, guardandolo negli occhi con un sorriso sensuale stampato sulle labbra.
Credo si inizi distendendosi...
Lo baciai a fior di labbra, aspettando che si sdraiasse, per poi afferrare uno di quei tubetti che conteneva dell'olio profumato.
Quella situazione sembrava avere un'atmosfera strana; come se il desiderio che provavamo l'uno per l'altra fosse talmente presente da essere quasi una sorta di entità fisica palpabile e concreta. Nonostante cercassi di trattenere i miei istinti e la mia voglia di lui, ogni secondo che scorreva imperterrito riconoscevo a me stessa e scoprivo che non era affatto un'impresa semplice.
Versai un po' del contenuto di quel tubetto sulle sue spalle, per poi posare l'olio e osservare la linea che prendeva a delineare sulla sua pelle.
Iniziai a "spalmare" quel liquido sulle sue spalle e sulla sua schiena, dapprima con movimenti circolari e subito dopo iniziando il vero massaggio, percorrendo ogni suo piccolo lembo di pelle che prendeva sempre più una strana luce e un invitante candore. Senza contare che quel profumo, mescolato al suo, era davvero eccezionale. Era un qualcosa che inebriava i miei sensi, mandandomi completamente in tilt. Non so chi mi diede la forza per resistergli.
Le mie mani vagavano molto lentamente e con delicatezza su tutta la sua superficie corporea, arrivando fino alle sue gambe dove versai un altro po' di olio, per poi rifare gli stessi movimenti di prima.
Spero di essere di suo gradimento...
Sussurrai al suo orecchio, sfiorando con le mie labbra il suo collo per poi mordicchiare sensualmente il lobo del suo orecchio. Rendere quella situazione ancora più colma di lussuria era particolarmente piacevole; anche perchè sapevo che ne valeva davvero la pena, che da tutto quello che facevamo sarebbe scaturita un'intesa di gran lunga migliore di tutte le altre volte, saremmo migliorati sempre più, regalando all'altro il massimo.
Le mie dita trovavano una gioia indicibile a scontrarsi e a sfiorare la sua pelle e il corpo caldo, ogni mio senso era completamente immerso in quell'atmosfera e in tutto quello che di lui mi stava mandando praticamente fuori di testa.
Non so nemmeno quanto tempo avrei passato in quel modo, avendolo tra le mie mani, potendo sentirlo così presente accanto a me.
Girati amore...
Sussurrai avvicinandomi nuovamente al suo viso e osservando il suo corpo, interamente ricoperto da quel liquido brillante e profumato.
Il mio sorriso non cessava di essere presente sul mio viso, anzi, se era possibile diveniva sempre più marcato, modificando persino i miei tratti somatici, come se mutassero in base alla situazione e alle emozioni che stavo vivendo.
Non appena si voltò ripresi nuovamente l'olio, versandone un po' sui suoi pettorali marcati e muscolosi, iniziando nuovamente a muovere le mie mani con delicatezza ma anche con un tocco "presente", in modo da rendere quel massaggio il più piacevole possibile. Non sapevo fino a che punto mi sarei spinta o cosa mi sarebbe potuto passare per la mente. Ciò che era sicuro, però, era che non avrei fatto altro che lasciare libero sfogo al mio istinto, liberando così la mia voglia incessante di lui.
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