Questa discussione è chiusa
Valutazione discussione:
  • 0 voto(i) - 0 media
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

I miti non mentono
#1

Due to their short bloom time, Sakura blossoms are a metaphor for life itself: beautiful yet fleeting. You’ll realize when you’re as old as me to hang on to the good times because they won’t last forever.
Miwa Kaminohara
Una biblioteca non è di certo uno dei luoghi normalmente frequentati da Miwa. Potrebbe sembrare assurdo, visto i suoi mille anni di vita, ma informarsi sull'umanità non è mai stato uno dei suoi obiettivi primari. Eppure, la necessità di sopravvivere in un'era in cui il suo stesso nome è stato dimenticato l'ha costretta a lasciare per la prima volta il quartiere dove è nata ed è sempre vissuta, e raggiungere la non troppo vicina Chiyoda. Il tutto categoricamente a piedi visto che, ai suoi occhi, la metropolitana è un mostro pronto a divorarla.

Gli occhi fissi su uno degli scaffali della 'Biblioteca della Dieta Nazionale', la principale biblioteca del Giappone e una delle più grandi al mondo, Miwa legge con attenzione i vari titoli dei volumi per poi sospirare. Libri di mitologia, interi volumi di disquisizioni religiose, enciclopedie sui kami venerati nell'intero territorio nazionale, e anche saggi sui principali testi sacri. Ma nulla che trattasse in maniera sufficientemente approfondita la natura stessa delle divinità giapponesi. La SUA natura. Decisamente un grosso problema per una kami ormai dimenticata a rischio di scomparire da un giorno all'altro.

È possibile che non ci sia altra scelta? O scomparire o 'cadere'?
#2

Goddamn it, do it yourself. You’re five hundred years old and you can’t use a telephone? Read the directions. What are you, an immortal idiot?
Kimberly Hastur
Okay. Mentre parlava al bibliotecario, il volto di Rhian era totalmente neutro. Solo il ticchettio delle sue dita sulla scrivania di legno dimostrava che, in realtà, ai suoi occhi non era tutto okay. Dopotutto, nonostante si trovasse in una delle migliori biblioteche al mondo, degli articoli che stava cercando non sembrava esserci nemmeno l'ombra. In un certo senso, però, la colpa era sua: come aveva potuto aspettarsi che una biblioteca come quella potesse essere paragonata, almeno in termini esoterici, a quella dell'Ordine di Yggdrasil?

Mm... e Kami and Daimōn: A Cross-Cultural Reflection on What Is Divine di Robert S. Gall? Domandò, decidendo di abbassare il livello delle sue aspettative. Quello era un'articolo più che normale. Non era necessario essere osservatori del paranormale per averne sentito parlare.

Il giovane uomo fece un respiro profondo, nel tentativo di calmarsi. Bella ragazza o meno, cominciava seriamente a pentirsi di essersi offerto di aiutarla a trovare la posizione dei volumi che stava cercando. Se avesse saputo che, quella che appariva come una ragazza appena diplomata, si sarebbe rivelata un'antropologa incallita, non avrebbe lasciato il suo posto per attaccar bottone. Le sue dita si mossero quasi automaticamente sulla tastiera, per poi fermarsi dopo aver premuto l'invio. No. Neanche quello.

Neanche quello? Un lampo di frustrazione attraversò gli occhi di Rhian. Allora The 'Separate' Coexistence of Kami and Hotoke: A Look at Yorishiro di Hirochika Nakamaki e The Meaning of Kami. Chapter II. Interpretations by Japanese Writers di D. C. Holtom? Quelli erano gli ultimi articoli della sua lista. La biblioteca non poteva non avere nemmeno quelli, giusto?

Sì! Ce li abbiamo. Dopo qualche istante di silenzio, finalmente arrivò la risposta che attendeva. Vai avanti fino in fondo, poi gira a destra. Entrata nella sala, prosegui fino in fondo. Dovresti trovare tutto nell'ultima fila di scaffali.

Bene. Rhian annuì per poi andarsene senza aggiungere una parola. Per un attimo il giovane si chiese se fermarla, dopotutto non aveva nemmeno avuto la possibilità di chiederle il suo contatto Line, ma alla fine decise di lasciarla andare. Kimberly, eh!? Sussurrò, assaporando per un momento il nome straniero sulle sue labbra, per poi scuotere la testa. Bella occidentale o meno, quella sembrava essere senza speranza. Un po' come la giovane donna dai capelli rosa che era entrata poco prima. Era possibile che tutte le bellezze dovessero essere strampalate?
#3

Due to their short bloom time, Sakura blossoms are a metaphor for life itself: beautiful yet fleeting. You’ll realize when you’re as old as me to hang on to the good times because they won’t last forever.
Miwa Kaminohara
Un sospiro sfugge dalle sue labbra, mentre la kami riprende a camminare, raggiungendo una scaffalatura poco distante. Lì, impilata in bell'ordine sugli scaffali, c'è una serie di riviste. Una strana espressione compare sul suo volto, mentre il suo sguardo cade sugli incomprensibili titoli presenti sul dorso di quei sottili volumi. Che lingua è questa? Di certo non è giapponese. Perplessa, allunga una mano e ne afferra uno a caso, iniziando poi a sfogliarlo. Niente kanji, niente hiragana, niente katakana... solo fogli pieni di strani caratteri. Una stranezza dopo l'altra: poche decine di minuti prima il bibliotecario le ha chiesto di qualcosa chiamato 'Line' e ora davanti a lei ci sono caratteri incomprensibili che, se non per la precisione con cui sono scritti, rischierebbe di scambiare per scarabocchi.

Che diavolo è successo al mondo mentre io dormivo? Borbotta perplessa, mentre un volto le torna alla mente. Un volto circondato da boccoli di capelli biondi. Il volto del suo salvatore. Il volto di colui che, solo una decina di anni prima, l'ha svegliata dal suo sonno mortale, offrendogli la sua fede e quella dei suoi conoscenti. Se non per il suo intervento, lei non sarebbe lì, in quella biblioteca, a lamentarsi di come è cambiato il mondo. Perché la morte l'avrebbe già colta. E da tempo.
#4

Goddamn it, do it yourself. You’re five hundred years old and you can’t use a telephone? Read the directions. What are you, an immortal idiot?
Kimberly Hastur
A passo lento ma deciso, Rhian si allontanò dal bancone, dirigendosi verso la sala che il giovane le aveva indicato. Una volta entrata, si fermò per un breve istante, come per orientarsi, poi riprese il suo cammino arrivando ben presto di fronte all'ultima fila di scaffali. Lì, la sua attenzione fu attirata dai vivaci capelli rosa di una donna ferma davanti ad uno scaffale di riviste. Se un'incontro simile le fosse avvenuto alcuni secoli prima, avrebbe dato per scontato che si trattasse di una creatura sovrannaturale e avrebbe cominciato a stalkerizzarla... ehm, a studiarla con attenzione, ma ai giorni nostri bastava andare dal parrucchiere per ottenere una chioma simile. Così, il suo interesse scemò ben presto e il suo sguardo si spostò sullo scaffale.

Japanese Journal of Religious Studies. Sì, si trovava al posto giusto. Era quella la rivista in cui era presente uno dei due articoli a cui era interessata, per la precisione quello scritto da Hirochika Nakamaki. Marzo 1983, volume 10. Essere una dhampir, nonostante tutto, aveva i suoi pregi. La sua memoria era tale da non renderle necessario ricontrollare i suoi appunti. Non per cose di così poco conto, almeno. I suoi occhi si posarono sulle riviste sullo scaffale, cadendo sul numero presente nel loro dorso. Otto, nove... undici? Dov'era finito il volume dieci? Il suo volto si corrugò un attimo prima di distendersi di nuovo. Possibile che...?

Sì, era proprio come sospettava. Girandosi verso la donna dai capelli confetto e soprattutto verso la rivista che teneva tra le mani, un elegante numero dieci attirò subito la sua attenzione. La rivista che stava cercando era nelle mani della giapponese e quest'ultima la stava fissando con un'espressione che indicava senza ombra di dubbio che non ci stava capendo niente. A quanto sembrava, l'inglese non doveva essere il suo forte.

Che diavolo è successo al mondo mentre io dormivo? Stava considerando se chiederle o meno di passarle la rivista, visto che tanto non la capiva, quando la donna sbottò. Il tono della sua voce era basso ma Rhian era sufficientemente vicina per sentire chiaramente quelle parole. Parole a lei fin troppo familiari: quanti vampiri di sua conoscenza le avevano pronunciate dopo essersi risvegliati da un Sonno secolare! Un indizio che di certo non poteva sfuggire ad un'osservatrice come lei.

D'un tratto, quindi, la sua attenzione si spostò dalla rivista alla donna che la teneva tra le mani. Che sia uno yokai? Si domandò, gli occhi che le luccicavano dalla curiosità. Erano quasi cinque anni che si trovava in Giappone e, nonostante avesse avuto più di incontro con le creature locali, non era ancora riuscita a farsi una chiara idea del mondo sovrannaturale orientale. Era semplicemente troppo immenso per poterlo esplorare in così poco tempo. Quindi, qualsiasi nuovo incontro era più che benvenuto. Mi scusi, ha bisogno di aiuto?
#5

Due to their short bloom time, Sakura blossoms are a metaphor for life itself: beautiful yet fleeting. You’ll realize when you’re as old as me to hang on to the good times because they won’t last forever.
Miwa Kaminohara
Continuando ad osservare il testo a lei alieno, Miwa rilascia un sospiro. Di una cosa è certa: la presenza di libri in lingua straniera ha reso la sua ricerca ancora più complessa. Anche se, a pensarci bene, difficilmente studiosi non del luogo avrebbero potuto comprendere pienamente un argomento così complesso come la spiritualità giapponese. Quindi non sarebbe stato un problema se avesse deciso di ignorare quelle riviste e si fosse indirizzata su fonti giapponesi.

Citazione:Mi scusi, ha bisogno di aiuto?

Ha fatto appena in tempo a prendere una decisione, quando una voce delicata risuona alle sue orecchie, portandola a conoscenza di una presenza accanto a lei. Distogliendo per la prima volta lo sguardo dall'incomprensibile rivista, Miwa si volta e il suo sguardo cade su una ragazza di evidenti origini occidentali. Una ragazza che si è appena offerta di aiutarla. Una ragazza che, in qualche modo, sembra brillare di curiosità. Difficile. Risponde, un poco perplessa. A meno che lei sia un'esperta di religione shintoista... e di kami. Aggiunge, sospirando nuovamente. Già, quella ragazza non può esserle d'aiuto. Troppo giovane ed inesperta. Al massimo potrebbe chiederle di tradurre per lei quelle riviste, sempre che conosca quella strana lingua. Ma sarebbe corretto?
#6

Goddamn it, do it yourself. You’re five hundred years old and you can’t use a telephone? Read the directions. What are you, an immortal idiot?
Kimberly Hastur
Un'esperta di kami? Ripeté, un lieve sorriso sulle labbra. Temo di non potermi definire tale. Ma questo non significa che non potrei esserle utile. Dopotutto, le divinità giapponesi sono il mio attuale oggetto di ricerca. Ammise. Se la donna non avesse attirato la sua attenzione, probabilmente Rhian non avrebbe nemmeno tentato di farle buona impressione ma, visto che ormai era entrata in stalker mode, era decisa a provare il tutto per tutto. Se anche lei sta studiando questo argomento, perché non proviamo a lavorare assieme? In due impiegheremmo meno tempo ad analizzare i materiali. E ammetto che non me la cavo molto bene col giapponese scritto. Mi farebbe decisamente comodo poter collaborare con qualcuno in grado di leggerlo senza difficoltà.

Quanto da lei detto era vero, almeno in parte. Come dhampir aveva ereditato diverse interessanti caratteristiche dal padre vampiro. Alcune poco piacevoli, come una forte fotosensibilità alla luce del sole, altre decisamente buone, come un'ottima memoria. Di conseguenza, non le risultava poi così difficile imparare nuove lingue, per quanto non potesse negare che il giapponese era certamente una delle più difficili a cui si fosse mai approcciata. E che, ora come ora, la compagnia di un dizionario giapponese-inglese e di un libro di kanji le facevano dannatamente comodo durante le sue letture. Nulla che le impedisse di consultare fonti in lingua originale, però. Così, il dire che aveva bisogno di aiuto per consultare le fonti giapponesi risultava più che altro un modo per ricordare all'altra che anche lei aveva bisogno di aiuto per consultare quelle inglesi. Collaborare era quindi un'opzione da considerare attentamente.

Che sbadata, non mi sono presentata. Aggiunse poi, decidendo di lasciare all'altra un po' di tempo per considerare la sua offerta. Kimberly. Hastur Kimberly, per la precisione. Quando Rhian si presentò, mise il cognome prima del nome come da usanza giapponese. D'altronde, rispettare il detto Paese che vai usanza che trovi era fondamentale quando si viaggiava all'estero. E questo valeva anche quando si stava usando un nome falso.
#7

Due to their short bloom time, Sakura blossoms are a metaphor for life itself: beautiful yet fleeting. You’ll realize when you’re as old as me to hang on to the good times because they won’t last forever.
Miwa Kaminohara
'Oggetto di ricerca'. Senza sapere se sentirsi lusingata o offesa dalle parole della ragazza, Miwa si limita ad osservarla per qualche istante, persa nei propri pensieri.

Citazione:Se anche lei sta studiando questo argomento, perché non proviamo a lavorare assieme?

Accettare l'offerta un poco la tenta, questa è la pura verità. Poter dividere il suo lavoro e le sue preoccupazioni con qualcuno, anche se un'umana senza alcuna conoscenza del mondo paranormale, è qualcosa che non riesce a scartare facilmente. Ma la ragazza è affidabile? Non che abbia molta scelta, se vuole realmente accedere ai materiali scritti in quella strana lingua molto diversa dal giapponese.

Kaminohara Miwa. Si presenta, riponendo la rivista nello scaffale. Sto facendo ricerche sulla natura dei kami: sulla loro nascita e... sulla loro morte. Se può interessarle questa materia, Hasuturu-san, sarà un piacere poter collaborare con lei.
#8

Goddamn it, do it yourself. You’re five hundred years old and you can’t use a telephone? Read the directions. What are you, an immortal idiot?
Kimberly Hastur
Kaminohara. Al sentire quel cognome, gli occhi di Rhian quasi brillarono. Da che kanji era composto? Dal kami di 'carta' o dal kami di 'dio'? Se non per la frase sospetta scappata solo pochi minuti prima alla donna e per il suo oggetto di ricerca, Rhian avrebbe dato per scontato che si trattasse del primo. Ora, invece, si trovava a considerare se, per puro caso, si trattasse del secondo. E, se fosse stato veramente così, la situazione si sarebbe fatta decisamente interessante. Gli anni passati a Tokyo a studiare yokai, infatti, le avevano permesso di notare come i demoni giapponesi tendessero ad usare kanji legati alla loro natura nei loro nomi. Un bakeneko, ad esempio, avrebbe prediletto un nome contenente il kanji di 'gatto' ad un nome che non lo conteneva. Così, una creatura sovrannaturale il cui nome contenesse il kanji di 'dio' era molto probabile che avesse qualche legame con un kami. O fosse un kami lei stessa.

Mi chiami Kim. Non è necessario essere troppo formali. Commentò con gentilezza, notando la difficoltà della donna nel pronunciare il suo cognome. Negli ultimi anni era stata così tante volte chiamata con quell'abbreviazione che ormai la considerava di importanza quasi pari a Rhian, il suo reale nome. Posso chiamarla Miwa-san? Dopotutto, saremo colleghe di ricerca, almeno per qualche ora. Quella era una scusa, ovviamente. Una scusa per avvicinarsi più la donna. In un certo senso, il suo oggetto di ricerca si era da poco spostato dai kami a Miwa. Per quanto non avesse ancora idea di cosa la donna fosse, e se fosse qualcosa di più di una semplice umana, ormai la sua curiosità era stata risvegliata. No, non solo la sua curiosità: anche una certa speranza. La speranza di poter assaggiare per una volta sangue kami. Una speranza che aveva intenzione di sotterrare in un angolino della sua mente, sotto il concetto di 'sono un'osservatrice del paranormale, non una fott*ta vampira'.

Nascita e morte dei kami, eh!? Ripeté tra sé e sé, mentre si avvicinava allo scaffale per afferrare il volume appena riposto da Miwa. Mm... gli articoli che son venuta a consultare potrebbero fare al caso nostro ma credo che sia meglio anche dare un'occhiata ai testi sacri. Come il Kojiki, ad esempio. Magari è una fonte fin troppo classica ma è una miniera di informazioni. Una rilettura non farebbe di certo male. Continuò, mentre il suo sguardo cadeva su uno scaffale poco distante, contenente i numeri di Monumenta Nipponica. l'altra rivista che stava cercando. Avvicinatasi, per un attimo tentennò per poi prendere sia il volume tre (attenta che contenesse entrambi i numeri del 1940) che il volume quattro. Per quanto la sua idea iniziale era stata quella di consultare solo il capitolo II di The Meaning of Kami, arrivati a quel punto le conveniva ridare un'occhiata anche al primo... e studiarsi bene il terzo. Il suo titolo, Kami Considered as Mana, sembrava promettere bene.
#9

Due to their short bloom time, Sakura blossoms are a metaphor for life itself: beautiful yet fleeting. You’ll realize when you’re as old as me to hang on to the good times because they won’t last forever.
Miwa Kaminohara
Citazione:Mi chiami Kim. Non è necessario essere troppo formali. Posso chiamarla Miwa-san?

Vada per Kimu-san, allora. Miwa accetta subito. Certo. Mi chiami per nome. Anzi, se preferisce possiamo anche darci del tu. Sinceramente, dare del lei ad una ragazza umana che non ha nemmeno un centesimo della sua età non le è esattamente piacevole. Se non fosse per la necessità di nascondere la sua reale natura, probabilmente le avrebbe dato del tu sin da subito. Non si tratta di una mancanza di rispetto ma di una pura differenza di status.

Quando Kim si avvicina allo scaffale per prendere il volume da lei appena riposto, la kami rimane un'attimo perplessa. Ah... è per questo che mi si è avvicinata. Stavo guardando la rivista che le serviva. Si ritrova a pensare, divertita, prima di annuire alle successive parole della ragazza.

Citazione:Mm... gli articoli che son venuta a consultare potrebbero fare al caso nostro ma credo che sia meglio anche dare un'occhiata ai testi sacri. Come il Kojiki, ad esempio. Magari è una fonte fin troppo classica ma è una miniera di informazioni. Una rilettura non farebbe di certo male.

Questo è vero. Prima di avvicinarsi ad alcuni scaffali contenenti testi in lingua giapponese e selezionarne alcuni che avrebbero potuto essere utili alla ricerca. Tra cui il Kojiki. Ci spostiamo nella sala lettura? Domanda una volta finito, ricordandosi le parole dello strano bibliotecario... strano ma sufficientemente gentile da spiegarle la struttura della biblioteca.
#10

Goddamn it, do it yourself. You’re five hundred years old and you can’t use a telephone? Read the directions. What are you, an immortal idiot?
Kimberly Hastur
Darsi del tu? Quella era decisamente un'ottima idea, soprattutto visto il desiderio di Rhian di avvicinarsi maggiormente alla donna, in modo da riuscire a farla parlare o, quantomeno, ad ottenere indizi sulla sua eventuale natura sovrannaturale. Mi sembra perfetto. Assentì dunque, per poi proseguire: Sì, spostiamoci nella sala lettura. Se non erro, dovrebbe essere da quella parte. Quando era entrata nella biblioteca aveva dato un'occhiata alla sua mappa, così sapeva più o meno la direzione da prendere.

Aveva appena iniziato a muoversi, stando attenta che l'altra la seguisse, quando un giovane sbucò da un'altra fila di scaffali e, in qualche modo, finì per scontrarsi con Miwa, rovesciando i suoi libri a terra. Gli occhi del nuovo arrivato si spalancarono, aumentando nel loro imbarazzo il suo naturale fascino. Io... mi dispiace tanto... Disse in una specie di balbettio, chinandosi subito per raccogliergli. Durante il movimento, una ciocca dei suoi lunghi capelli neri gli cadde sul viso, coprendo quasi completamente il sorriso sbarazzino che gli era comparso sulle labbra. Mentre raccoglieva i libri di Miwa, che erano riusciti a mescolarsi con i suoi, l'attenzione del giovane cadde sui loro titoli e i suoi occhi si illuminarono di interesse. Ancora chinato, si voltò verso la donna dai capelli confetto, sorridendo in modo interrogativo. Le piace la mitologia?

Il comportamento del ragazzo era gentile ed educato, Rhian doveva ammetterlo, ma in qualche modo anche sospetto. Quello scontro era stato veramente un incidente o era stato orchestrato con attenzione? Se si fosse trattato del semplice tentativo di attirare l'attenzione di una bella ragazza, la cosa non le avrebbe importato molto ma qualcosa aveva attirato la sua attenzione all'ingresso del giovane: un leggero odore metallico, troppo debole per essere percepito dagli esseri umani ma fin troppo chiaro all'olfatto di una dhampir. Un odore che conosceva fin troppo bene. Quello del sangue.

Aggrottando leggermente la fronte, Rhian si affrettò ad appoggiare le riviste in uno scaffale vicino. Per quanto la situazione non le piacesse, come accanito topo di biblioteca non aveva il cuore di lasciarle cadere a terra. E, in ogni caso, un'azione simile avrebbe suscitato di certo sospetti nell'eventuale nemico. Tenendo d'occhio ogni movimento del giovane, appoggiò una mano sulla spilla in oro bianco che teneva al petto e sussurrò qualcosa brevemente. All'attivazione dell'artefatto, il mondo ai suoi occhi cambiò leggermente. Miwa e il giovane erano ancora davanti a lei ma attorno a loro era presente una lieve aura energetica. Bianca per la prima e nera per il secondo. Miwa, allontanati da lui! Esclamò a quella visione, con un senso d'urgenza.

Citazione:Angrboda_Presagio di male (spilla)
[...] Il vero potere di questo oggetto, però, è legato più ad una fattore di rilevazione delle aure: una volta attivato l'oggetto attraverso il tocco e l'imposizione di una parola (differente da persona a persona) questo amuleto permette di scorgere l'aura di chi gli sta intorno e di capire quali sono le intenzioni dei singoli. Più i pensieri saranno negativi verso il possessore dell'oggetto, più scura diventerà l'aura che circonda chi viene esaminato. L'aura non ha colori, va dal bianco per i pensieri benevoli al nero per gli intenti malefici.
Questa discussione è chiusa


Vai al forum:


Utenti che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)