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I miti non mentono
#11

Due to their short bloom time, Sakura blossoms are a metaphor for life itself: beautiful yet fleeting. You’ll realize when you’re as old as me to hang on to the good times because they won’t last forever.
Miwa Kaminohara
Citazione:Io... mi dispiace tanto...

Essere quasi sbattuta a terra da un perfetto sconosciuto non è di certo l'ideale ma, visto che lui sembra sinceramente dispiaciuto, prendersela non avrebbe molto senso. Nessun problema. È quindi la risposta di Miwa, mentre si china per aiutarlo a raccogliere i libri. Libri abbastanza tetri i suoi, soprattutto romanzi horror e thriller.

Citazione:Le piace la mitologia?

Sentir definire la sua stessa esistenza come 'mitologia' non è molto piacevole per la kami ma, anche qui, si limita a lasciar passare. Uh sì, son sempre rimasta affascinata dalle storie degli antichi kami. Ammette, un po' imbarazzata, sistemandosi una ciocca di capelli dietro l'orecchio prima di riprendere a raccogliere i libri. Non una bugia, in effetti. Leggere le vicende di Amaterasu-ōmikami e degli altri dei primordiali la affascina... e, allo stesso tempo, la rende malinconica. Perché quel potere, quella libertà e tutti quei fedeli sono per lei impossibili da ottenere. Lei non è shintoista?

Citazione:Miwa, allontanati da lui!

Il richiamo di Kim la prende alla sprovvista ma la kami si affretta ad alzarsi e quasi saltare all'indietro pur di allontanarsi dal ragazzo, finendo per far cadere nuovamente i suoi libri a terra. Una reazione istantanea, dovuta a centinaia di anni di esperienza e alla strana sensazione di fiducia che ha cominciato a provare da alcuni minuti nei confronti della ragazza. Una sensazione probabilmente dovuta a quanto lei le ricorda Jirou, lo zen che le ha salvato la vita solo l'anno prima. Cosa succede? Domanda dunque, squadrando con sospetto il ragazzo. C'è qualcosa che non va in lui?
#12

Goddamn it, do it yourself. You’re five hundred years old and you can’t use a telephone? Read the directions. What are you, an immortal idiot?
Kimberly Hastur
Oh!? Il giovane sembrava sinceramente sorpreso. Un affascinante sorriso comparve sul suo volto mentre si alzava nuovamente in piedi. Interessante. Tu non sei una ragazza normale, vero!? Domandò rivolto a Rhian mentre avanzava di qualche passo, calpestando senza cura i volumi che aveva lasciato sul pavimento. Cosa sei? Un onmyōji? O forse uno di quei cacciatori provenienti dall'occidente? Tsk, tsk... che peccato. Così giovane e bella. E finirai mangiata dai miei figli. Proseguì, per poi girarsi verso Miwa. La cacciatrice deve morire ma tu puoi ancora salvarti. Diventa la mia concubina e ti risparmierò.

Una onmyōji? Una cacciatrice? A quelle parole un freddo sorriso comparve sulle labbra di Rhian. Era triste pensarlo ma, agli occhi di quelle persone, esistevano solo il bianco e il nero. Gli umani erano il bianco, le creature sovrannaturali erano il nero. Un'esistenza grigia come la sua difficilmente veniva sopportata. Kimberly Hastur, Ordine di Yggdrasil. Si presentò, con un tono di voce particolarmente freddo. Normalmente mi limito ad osservare il paranormale, senza intervenire, ma dimmi... quante persone tu e i tuoi figli avete già ucciso in questa biblioteca? E quante ne ucciderete se non verrete fermati? I suoi sensi non erano sviluppati come quelli di un vampiro purosangue ma, ora che ci faceva attenzione, poteva sentire in lontananza delle grida. La creatura davanti a lei, quindi, non era sola.

Portando la mano davanti a sé, Rhian attivò il potere dell'anello che teneva sul dito indice, uno degli artefatti che aveva acquistato durante il suo soggiorno in Europa. Una sfera elettrica, grande quanto una palla da golf e di colore violaceo comparve appena sopra il suo dito, per essere subito da lei lanciata verso il giovane. Per quanto quello non si trattasse dell'unico metodo d'attacco in suo possesso, era uno dei pochi che poteva usare come l'umana Kimberly. Fin tanto non fosse stata costretta, infatti, era intenzionata ad evitare di usare le sue abilità vampiriche.

Citazione:Anello del Potere. Elemento Tuono Viola
Uno dei tanti 'Anelli del Potere', creati dalla famiglia Sierra. In un qualunque anello si può celare un potere grandioso: quello del tuono viola. Dopo aver fatto abbastanza esercizio da poter così utilizzarlo senza alcun problema, è possibile creare una palla di tuono viola elettrica, grande quanto una palla da golf, sul proprio indice. Evocata la palla, l'utilizzo è a discrezione del possessore, che può usarla come arma d'attacco, o modo per difendersi.
#13

Due to their short bloom time, Sakura blossoms are a metaphor for life itself: beautiful yet fleeting. You’ll realize when you’re as old as me to hang on to the good times because they won’t last forever.
Miwa Kaminohara
Citazione:La cacciatrice deve morire ma tu puoi ancora salvarti. Diventa la mia concubina e ti risparmierò.

Le parole dell'uomo la sorprendono non poco. Che Kim sia veramente una onmyōji o una cacciatrice? La sua reazione pronta di poco fa rende piuttosto plausibili quelle teorie ma, sinceramente, la cosa le importa ben poco. Per Miwa è sufficiente sapere che l'occidentale è una ragazza cortese, disposta ad aiutarla con le sue ricerche, mentre l'uomo... deve morire.

Concubina!? Come osi! Non le importa granché del destino dei mortali, soprattutto dopo che l'hanno abbandonata a morire secoli fa, ma questo non significa che sia disposta a guardarli soffrire senza fare nulla. Soprattutto se il colpevole di ogni male è un bast*rdo irrispettoso come quello di fronte a lei. Tatari! A quel pensiero il potere di Miwa si agita, arrivando a toccare l'uomo. Suscitare l'ira divina è sempre pericoloso, anche quando si tratta di un kami debole come lei. Perché ogni kami è in grado di maledire. E i loro tatari, forti o deboli che siano, portano soltanto sventura.

Quando la maledizione lo raggiunge, l'uomo si sta approcciando a schivare la sfera elettrica lanciata da Kim. Un sorriso sardonico è presente sulle sue labbra, come se considerasse l'attacco della ragazza ridicolo. Un sorriso che scompare solo quando egli inciampa su uno dei libri a terra, finendo beccato in pieno dalla sfera!
#14

Goddamn it, do it yourself. You’re five hundred years old and you can’t use a telephone? Read the directions. What are you, an immortal idiot?
Kimberly Hastur
Quando Rhian ormai si aspettava che l'avversario avrebbe schivato il suo attacco, l'uomo sorprendentemente inciampò. Un lieve sorriso comparve sul volto della ragazza, mentre considerava divertita che i libri che lui stesso aveva gettato a terra sembravano essersi presi la loro rivincita. Maledette! Gridò l'uomo, mentre il suo volto si contorceva dal dolore e due lunghe corna spuntavano sulla sua testa. Aveva la mano sinistra in grembo, intenta a fermare la fuoriuscita di sangue provocata dalla grave ferita, e la destra davanti a sé. Le sue unghie si erano trasformate in lunghi artigli e la sua pelle sembrava essersi arrossata.

Un oni? Per quanto non potesse affermare di essere un'esperta di yokai giapponesi, negli ultimi anni aveva studiato a sufficienza per riconoscere la creatura. Il Clan Onijouji sa cosa stai combinando? Un'assembramento di oni non poteva mai essere definito un bene per gli esseri umani, ma il Clan Onijouji aveva quantomeno mantenuto una certa civiltà nell'ultimo secolo. Avevano continuato ad uccidere e a combattere - come tutte le creature sovrannaturali, d'altronde - ma senza azioni eclatanti come questo attacco alla biblioteca. In altre parole, le sembrava difficile che gli Onijouji avessero acconsentito a quella strage senza senso.

Il Clan Onijouji? Il tono di voce dell'oni sembrava quasi disgustato. Da quando in qua io, Kisaragi Hoozuki, mi inchino di fronte a loro? Ok, si trattava evidentemente di uno yokai straniero, probabilmente appena arrivato a Tokyo. Non che Rhian avesse il tempo di pensarci troppo, in quanto l'uomo era scattato improvvisamente in avanti, evidentemente deciso ad eliminare la minaccia che gli sembrava più grande: lei. Vista la corta distanza tra loro e la sua velocità di movimento, anche per una dhampir come lei sarebbe stato impossibile lanciare un'altra sfera elettrica. Così, la sua unica opzione era passare al combattimento corpo a corpo. Estratto il suo coltello a serramanico, scattò verso l'oni, sperando di riuscire a colpirlo prima che lui facesse altrettanto.

Citazione:Elli_ Vecchiaia (coltello a serramanico)
[...] Basta un momento di distrazione avversaria ed una ferita dell'arma perchè si attivi il potere di Elli: il colpito si sentirà pervadere da un senso di torpore, nonchè avvertirà fatica nei movimenti come se le giunture fossero anchilosate dalla vecchiaia. Dunque l'avversario si muoverà più lentamente e con fatica, avvertendo su di se tutto il peso di anni non suoi. [...]
#15

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Miwa Kaminohara
Citazione:Il Clan Onijouji? Da quando in qua io, Kisaragi Hoozuki, mi inchino di fronte a loro?

Per quanto non lo conosca bene, Miwa ha già sentito parlare di quel Clan. Anzi, le è anche capitato di salvar la vita alla tredicesima figlia del suo capo. Non che abbia mai ricevuto un ringraziamento dagli Onijouji ma non ha importanza: come ringraziamento le è stato più che sufficiente il sorriso sollevato di un certo zen venuto disperatamente a chiederle aiuto. Perché mi tocca pulire la spazzatura del Clan Onijouji? È un oni, toccherebbe a loro intervenire! Si ritrova a pensare, dispiaciuta all'idea di dover nuovamente utilizzare le energie faticosamente recuperate. Ma non ha altra scelta: non può certo lasciar morire la dolce Kim di fronte ai suoi occhi.

Portata la mano destra appena davanti la bocca, il palmo vero l'alto, la kami soffia delicatamente e dal nulla compaiono i rosati petali del ciliegio. I petali si concentrano attorno a Kim, mossi con la volontà di intercettare gli artigli dell'oni. Una difesa apparentemente fragile ma in realtà resistente come la pietra. Una difesa che potrebbe salvare la vita alla ragazza. Ma Miwa non è interessata a concentrarsi solamente sulla difesa, così parte dei petali scatta verso l'uomo, rapidi e affilati.
#16

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Kimberly Hastur
Dannazione! C'era ricascata. Pur di mantenere la sua copertura, pur di passare come un'umana, si era messa nuovamente in pericolo. Le erano capitate più volte situazioni simili nel corso dei secoli, eppure non era riuscita mai ad imparare. Perché, in fin dei conti, sin dalla nascita dell'Ordine di Yggdrasil il suo unico desiderio era stato essere l'osservatrice e non l'osservata. Non una creatura da studiare e temere ma una fidata compagna da rispettare e anche amare. 'Mi dispiace Rhian. Se tu fossi stata umana, probabilmente mi sarei innamorato di te.' Era quella la frase che più l'aveva tormentata nell'arco dei secoli, la frase che LUI le aveva detto prima di sposarsi. Con un'altra. La frase che ancora le faceva dolere il cuore. Aveva cercato di convincersi che, se lui non era riuscito ad accettarla per come era, significava che non la meritava ma la verità era che l'aveva continuato ad amare. E a comportarsi da umana in suo ricordo, ricadendo in quella situazione ogni dannata volta.

Gli artigli sempre più vicini al suo volto, per un attimo Rhian credette che non ce l'avrebbe fatta. La lama del suo coltello era molto vicina a colpire l'oni ma cosa sarebbe servito se lei fosse morta? E, in quel momento, una leggera brezza la sfiorò, portando con sé l'aroma dei fiori. Dei petali si infilarono tra lei e gli artigli, bloccando il colpo mortale come se si fosse trattato di uno scudo. Ancora scioccata, quasi non si rese conto che il suo pugnale si era conficcato nella carne dell'avversario, seguito da un'ondata di affilati petali. Solo quando lo yokai cadde a terra con un forte tonfo si rese conto di essere stata salvata. E che lui era morto.

Grazie. Disse, voltandosi verso Miwa. Ora ammetto di essere estremamente curiosa nei tuoi confronti ma, purtroppo, non c'è tempo di parlare. Commentò, gli occhi che quasi le luccicavano. Chi era Kaminohara Miwa? Una praticante di arti magiche? Una yokai? O - forse, forse - una kami? La biblioteca è stata invasa dagli oni. Solitamente preferisco non intervenire ma, se facessi finta di niente, mi rimarrebbe l'amaro in bocca. Tu cosa hai intenzione di fare?
#17

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Miwa Kaminohara
Citazione:Grazie. Ora ammetto di essere estremamente curiosa nei tuoi confronti ma, purtroppo, non c'è tempo di parlare.

Lo stesso vale per me. Se una cosa è certa, è che Kim non è un normale essere umano. Gli artefatti in suo possesso, le sue parole, la sua evidente abitudine nel combattere... e, cosa più importante, l'Ordine di Yggdrasil... qualunque cosa sia.

Citazione:La biblioteca è stata invasa dagli oni. Solitamente preferisco non intervenire ma, se facessi finta di niente, mi rimarrebbe l'amaro in bocca. Tu cosa hai intenzione di fare?

Ripulire la biblioteca, ovviamente. Risponde subito. Nemmeno io amo intervenire e questo non è nemmeno il mio territorio, non ho alcun obbligo nei confronti degli umani presenti, ma... quei disgraziati hanno rovinato la mia sessione di studio. Ho intenzione di fargliela pagare cara. Una scusa? Forse sì, forse no. Sicuramente non poter studiare la natura dei kami è qualcosa che l'ha disturbata parecchio. Credo che sia meglio dividersi. Ce la farai a combattere senza farti ammazzare?
#18

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Kimberly Hastur
Umani, eh!? Una normale donna avrebbe di certo affermato di non aver alcun obbligo nei confronti delle persone, non degli umani presenti. Così, le probabilità che Miwa non fosse umana erano molto elevate. Anzi, praticamente certe. Non che la cosa, al momento, avesse importanza. Salvare l'utenza della biblioteca, o almeno la piccola parte che non era ancora stata divorata, aveva la priorità.

Non ti preoccupare, sono più resistente di quanto sembri. Rassicurò la donna. A dopo! Aggiunse, prima di lasciare il locale e dirigersi rapidamente verso un'altra sezione della biblioteca, da cui i suoi sopraffini sensi da vampiro potevano percepire pianti e suppliche. E, infatti, presto davanti ai suoi occhi si stagliarono le figure di cinque oni che stavano circondando un ragazzino piangente. Alcuni di loro stavano anche sgranocchiando... no, se avesse continuato a concentrarsi su certi dettagli le sarebbe venuta la nausea. Dhampir o meno, certe cose erano troppo anche per lei. I vampiri uccidevano in modo elegante, ben diverso da mummie, zombie... e oni, a quanto sembrava.

Oh, ce n'è un'altra. E sembra gustosa. Nonostante il suo tentativo di passare inosservata, il suo arrivo sembrava esser stato notato. Non che le importasse. Un affascinante sorriso comparve sulle sue labbra, mentre avanzava con passo sicuro ed elegante verso le creature. Non fate caso a me. Disse, con voce melodiosa. Voce che conteneva tutto il suo potere, un potere che - nonostante il suo tentativo più o meno inconscio di reprimerlo - era solo aumentato durante i secoli. È ormai tardi. Non siete stanchi? È ora di fare un sonnellino, non credete?

Ridicolo! E perché dovremmo...!? L'oni iniziò a sbottare, prima che il suo volto si facesse vacuo e il suo corpo cadesse a terra, seguito da quello degli altri quattro. Visto? Lo dicevo io che eravate stanchi. Commentò Rhian quasi divertita, ascoltando il ronfare degli yokai. È meglio che dormi anche te, ragazzino. E che ti dimentichi di quanto hai visto. Certe cose è meglio non ricordarsele. Aggiunse, sempre con la voce pulsante di potere. Solo quando l'adolescente, ammaliato dai suoi poteri psionici, perse conoscenza, Rhian estrasse nuovamente il suo coltello a serramanico e cominciò a pugnalare gli oni dormienti, ognuno in un punto diverso ma in ogni caso mortale. Ok, così non dovrebbe sembrar opera di un vampiro. O almeno credo. Borbottò tra sé e sé, prima di lanciare un'ultima occhiata al ragazzino e di riprendere a muoversi. C'era ancora tanto da fare, purtroppo.
#19

Due to their short bloom time, Sakura blossoms are a metaphor for life itself: beautiful yet fleeting. You’ll realize when you’re as old as me to hang on to the good times because they won’t last forever.
Miwa Kaminohara
Petali rosa danzano nell'aria, più letali di affilate lame. Diversi oni cadono sotto il suo attacco mentre la kami si muove per la biblioteca, ripulendo sala dopo sala. Tra gli umani che salva, alcuni sono troppo sconvolti per poterle rivolgere parola, altri invece sono sufficientemente calmi per dimostrarle la loro gratitudine. E, mentre è di fronte ad essi, un'idea spunta nella mente di Miwa.

Non ringraziatemi, è il mio dovere. Afferma dunque. Io, Sakura no Kami, sarò sempre dalla parte dell'umanità. Un'affermazione non proprio veritiera visto i suoi legami con la Maison e i suoi yokai ma dallo scopo chiaro: cercare di guadagnarsi qualche fedele. Magari la maggior parte di questi umani si dimenticherà di quanto successo, razionalizzandolo in strano modo e rimuovendo qualsiasi elemento paranormale, ma qualcuno tra loro potrebbe ricordare... e iniziare a venerarla.

Solo una volta ripulita tutta la sua zona di biblioteca, Miwa torna all'ingresso. Chissà come se l'è cavata Kim. Si domanda, un po' preoccupata.
#20

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Kimberly Hastur
Onmyōryō. Mentre camminava per il corridoio vuoto, Rhian fissò per qualche istante il nome del contatto prima di farsi forza e far partire la chiamata. Come dhampir, non poteva dire che il Ministero della Divinazione giapponese le piacesse. Anzi, non le piaceva nemmeno come osservatrice. Il modo di fare degli onmyōji era ben diverso da quello dell'Ordine, più simile a quello dei cacciatori. Per loro, chiunque non fosse umano era da eliminare. Non importava se fosse o meno una minaccia per i normali esseri umani. Era un mostro, punto e basta. E questo valeva anche per una mezza vampira come lei.

Buongiorno. Sono Hastur dell'Ordine di Yggdrasil. Affermò, quando qualcuno dall'altra parte rispose. La chiamo dalla Biblioteca della Dieta Nazionale... Proseguì, iniziando a spiegare la situazione. Mi sono già occupata di rimuovere la minaccia ma servirebbe che qualcuno intervenga prima che quanto accaduto diventi pubblico. Ci son stati diversi morti. E i sopravvissuti hanno bisogno di cure, sia fisiche che psicologiche. Detto quello rimase in silenzio per qualche istante, limitandosi ad ascoltare mentre si avvicinava sempre di più all'ingresso della biblioteca. Più l'onmyōji parlava, più il suo sguardo si faceva turbato. Sì, certamente. Vi attenderò qui, non è un problema. Rispose, per quanto la sua espressione dicesse tutt'altro.

Quando la chiamata finalmente terminò, Rhian ritirò il cellulare per poi spostare la sua attenzione su ciò che l'attendeva all'ingresso. Una donna dai capelli rosa e strani poteri... e quello che rimaneva del cadavere del giovane che tanto aveva tentato di corteggiarla quando era entrata in biblioteca. Un sospiro le sfuggì dalle labbra. Non importava di quanti romanzi rosa ci si scrivesse sopra, la vera natura del sovrannaturale era quella. E lei, come dhampir, lo sapeva bene. Non c'era poi così tanto da stupirsi che cacciatori e onmyōji sembrassero così decisi a sterminare qualsiasi non umano in cui incappavano.

Son desolata, Miwa-san. Iniziò a dire. Ma temo che dovremmo rimandare la nostra ricerca. Son stata costretta a chiamare gli onmyōji, solo loro possono aiutare i sopravvissuti e chiudere questo incidente. E sarebbe meglio per me non essere qui quando arriveranno. Attenderli? Nonostante tutte le rassicurazioni di poco prima, Rhian non aveva proprio intenzione di farlo. Non aveva desideri suicidi. Molti onmyōji, infatti, erano in grado di riconoscere la natura sovrannaturale delle creature di fronte a loro. E questo valeva anche per chi, come lei, era sovrannaturale solo per metà. Magari le sue azioni le sarebbero valse una strigliata da parte del suo 'superiore' ma meglio così che ritrovarsi costretta a combattere per aver salva la vita.

Tieni, qui trovi i miei contatti. Aggiunse, porgendole un biglietto da visita. Sul fronte c'era il disegno di un albero e la scritta 'Kimberly Hastur, Osservatrice del Paranormale', sul retro c'era il suo numero di telefono, la sua email e tutto ciò che avrebbe potuto essere utile per contattarla. Cosa hai intenzione di fare? Vuoi rimanere ad attendere gli onmyōji? Una domanda alla cui risposta era decisamente interessata, in quanto avrebbe potuto darle importanti indizi sulla natura di Miwa.
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