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...Twins!!!
#31

Blu Roberts (Umana)

Speravo di essere riuscita almeno un po' a far passare quel suo timore, quelle sue preoccupazioni. Non volevo che stesse male, o almeno non volevo che lo facesse senza nemmeno parlarne. Fortunatamente lo aveva fatto ed io ero stata pronta ad accogliere le sue paure, quei suoi pensieri negativi cercando in qualche modo di modificarli, di farli apparire diversi ai suoi occhi. Perchè poi, in fondo, amare voleva dire anche questo. Voleva dire mettersi in gioco anche da quel punto di vista, fare in modo che l'altra persona abbia la possibilità di poterci dimostrare che esistono altre interpretazioni, altri modi di vedere la realtà. E magari, quella stessa realtà che ci appariva così ostile, con l'aiuto di qualcun altro ci sembrerà meno dura, con più luce e meno ombre. Ed io non facevo a meno di ammettere che per me lui era stato anche questo. Anche se magari lo aveva fatto inconsapevolmente, con il suo amore mi aveva dato la forza di ammettere che non era tutto così pessimo come invece mi ostinavo a dire, semplicemente perchè non avevo vissuto altro che negatività. Vivendo quella nostra storia e provando quel sentimento avevo imparato a vedere tutte le cose diversamente, come se mi fossi spostata, come se non fossi più nella stessa posizione di sempre. Ora riuscivo a vedere tutto con più chiarezza, come quando vai al cinema e trovi i posti centrali, quelli migliori, quelli che ti regalano una vista completa. Ed era proprio quello che era successo a me. Avevo abbandonato le poltrone ai lati e mi ero avvicinata al centro, al centro della vita. L'amore per lui, e ora l'amore per i piccoli facevano parte di quel centro. Erano tutto quello che mi avrebbe dato l'opportunità di guardare la vita con un sorriso e con occhi diversi, quasi come se potessi indossare degli occhiali speciali che mi mostravano delle immagini che prima non c'erano, delle cose diverse da come, ad occhio nudo, potevo vedere.
Le sue parole arrivarono, ancora una volta, a scaldarmi l'anima ed il cuore. Dio quanto mi faceva stare bene, anche solo a parole. E non parliamo di quando potevo stare accoccolata tra le sue braccia a sentire il suo cuore battere, il calore del suo corpo coinvolgermi e donarmi la pace che cercavo. Lui era tutto ciò di cui avevo bisogno e ciò che volessi amare. Non m'importava di nient'altro. La vita non avrebbe avuto più senso senza di lui. Era il mio cammino, il percorso che volevo continuare a perseguire, la strada che non avrebbe mai avuto fine. Non m'importava se avremmo avuto delle difficoltà, avremmo avuto la forza di superarle. Insieme.
Sorrisi a quelle sue parole, continuando a baciarlo in viso, sentendo il mio cuore gonfio di felicità.
Tu fai già tutto per me...Tu sei tutto...E sei l'unico che mi fa felice...Lo sono amore, e lo sarò sempre...
Mi soffermai sulle sue labbra, questa volta per lasciarmi andare in un bacio più dolce e coinvolgente di quelli precedenti, incastrando le labbra tra le sue, facendo giocare le nostre lingue e stringendomi al suo corpo, totalmente immersa in quell'amore folle che non cessava di crescere nemmeno per qualche istante; ma che, anzi, continuava a coinvolgermi e a regalarmi emozioni che sarebbero rimaste per sempre dentro di me. Vivevano in me, come del resto faceva lui.
Anche io ti amo...Tantissimissimissimissimo!!
Risi divertita da quelle mie stesse parole, e soprattutto da quella specie di scioglilingua nel quale mi ero appena destreggiata.
Inarcai un sopracciglio nel sentire la sua affermazione, ricordando solo in quel momento quello che avevamo combinato poco prima. Ecco un'altra delle qualità che aveva; mi faceva dimenticare persino del mondo, di me stessa, di quello che era il passato, il futuro. Mi faceva ancorare al presente, a quegli istanti che vivevamo insieme.
Anche tu, cosa credi?!?
Risi, guardando per un momento intorno a me, per poi spostare nuovamente lo sguardo su di lui.
Così sei ancora più attraente...Chissà come sei buono...Quasi quasi ti mangio!!
Sorrisi maliziosamente, dandogli un altro bacio a stampo e mordicchiandogli il labbro inferiore, proprio come se da un momento all'altro potessi mangiarlo.
Mi staccai dopo poco, guardandolo in viso ed annuendo tra me e me.
Sì, decisamente buono!
Annuii nuovamente, divertita da quella situazione. Spostai lo sguardo nuovamente ai mobili e per terra, notando che ci sarebbe voluta una bella pulita generale per togliere tutto quel cacao e quella panna.
Mi metto un po' a pulire...Tu sei vuoi vai a fare una doccia...
Mii avvicinai al tavolo e raccolsi tutti gli ingredienti destinati alla torta, che ovviamente non avremmo più fatto.
Amore...E se stasera facessimo qualcosa? Magari andiamo da qualche parte...Dobbiamo dare il benvenuto ai piccoli!
Misi in ordine quei prodotti nel mobile, voltandomi poi verso di lui e aspettando un suo parere. Sarebbe stato carino poterli festeggiare, ormai dal mio punto di vista erano più che benvenuti, e poi era anche un modo per passare del tempo insieme; chissà, magari l' avrebbe pensata allo stesso modo anche lui.
#32

Samuel Kalember (Cacciatore)

Mi chiedo se un uomo vive per porsi degli obiettivi da seguire, o sono gli obiettivi stessi a dare un senso alla vita dell'uomo.
Vediamola così. Se un uomo nella sua vita non cerca di perseguire una determinata cosa, allora che senso ha la sua vita? Da cosa sarà preso se niente servirà a soddisfare la sua ambizione?
Certo. Un uomo può divertirsi, può amare, può fare altre milioni di cose, ma se non hanno un fine, uno scopo secondario, allora a che serve sprecarsi così tanto? Non sarebbe dunque logico darsi tanto da fare per un niente. Nessuno riuscirebbe a lavorare, sudare e molte volte sacrificarsi per qualcosa se in realtà non gliene importa nulla.
E' forse per questo che mi ritrovo a pensare che ognuno, per quanto stupidi, strani o altro che siano, si pone dei punti fermi, degli scopi da raggiungere che comunque danno un senso alle cose che decidiamo di fare nel corso della nostra vita.
La possibilità è ampia e più varia che mai. Ogni uomo ha delle esigenze, dei punti di arrivo che cambiano a seconda della vita di ognuno di loro. Il mio ormai era chiaro. Si era focalizzato adesso, dopo aver diciamo attutito il colpo della notizia.
Esistevo praticamente per loro e sentivo che sarebbe stato così sempre.
Ricordo di quando sentivo quella situazione di continuo contrasto in me, di quando ancora non sapevo che quella strana sensazione era solo la prova fisica che io amavo Blu. Non lo sapevo eppure ne ero già innamorato.
La nostra storia, durata così poco che quasi sembra improbabile poterla chiamare in tal modo, ma in fondo, così intensa da non poterla chiamare in un altro modo. Relazione mi suonava troppo impersonale, rapporto...troppo riduttivo.
Anche se non sarebbero bastate poche parole a farmi cambiare idea, io stavo meglio. Sapevo che dopo aver avuto da Blu la conferma che quello non era stato uno sbaglio irrimediabile, ma l'esatto opposto, beh non mi restava altro che mettere ordine dentro di me.
Per quello ci sarebbe voluto tempo, o magari chissà, mi sarebbe bastato dormirci sopra. In fondo avevo la certezza di avere Blu accanto, e nel caso mi dovessi perdere, potevo contare sulla mia ancora di salvezza.
Già...Blu era quella che riusciva a salvarmi da me stesso.
Ricambiai il suo bacio, lasciando che le nostre labbra parlassero per noi, esprimendo tutto l'amore che sentivo crescere ogni volta che ci riavvicinavamo.
Risi guardando la sua espressione e per la sua risposta alla mia constatazione.
Sì è vero...
Dissi sorridendo dopo aver ascoltato la sua risposta.
Oh menomale...sono di suo gradimento...!
Sospirai dopo aver ricambiato il suo bacio e staccandoci poi di conseguenza.
Sì, vado vado...Ma solo perchè le altre potrebbero non gradire...Non tutte hanno gli stessi gusti...
La stuzzicai mascherando una risata. Le altre...Nemmeno esistevano per me. Anzi, restavano proprio "altre". Un numero indefinito di persone che non mi interessava nemmeno riuscire a vedere.
Mmm...Ti va di andare in spiaggia?! Non ci sono mai stato con te...
Feci un espressione di supplica. In effetti ci andavo di rado. Troppo poche per un ragazzo normale. E proprio quello feriva. Magari avrei desiderato anch'io un pò di "normalità", un pò di stabilità più che altro.
L'avevo fatto in pochissimo tempo, raggiungere una posizione stabile dico, ma ne ero contento. Cavolo.
A ventun'anni avevo un lavoro fisso, un ristorante mio, ero sposato con la donna della mia vita e...e aspettavo due bambini...
Potevo dirmi realizzato. Anche se i bambini mi avrebbero dato filo da torcere, di questo ne ero certo.
Cominciai a prendere alcune cose prima di andare a levarmi tutta quella roba ormai appiccicosa di dosso, aspettando una sua risposta.
#33

Blu Roberts (Umana)

Ovunque guardassi, metaforicamente parlando, non vedevo altro che lui. Era come se gli oggetti attorno a me e gli odori che sentivo potessero racchiudere un po' di lui, di quello che era e significava per me. Non so se fossi io ad essere completamente pazza, ad immaginarmi le cose; fatto sta che era veramente così. Era come se il mondo avesse acquisito il suo volto, come se il mio universo personale non avesse altro che la sua presenza. Ed ovviamente parlo dal punto di vista positivo.
Tutto ciò che prima di conoscere lui ritenevo stupido o semplicemente banale mi ritrovavo ad amarlo in sua presenza, a non chiedere altro di vivere proprio quelle tali cose che in passato avevo così tenuto lontano da me.
Forse, in fondo, non si può nemmeno dire che una cosa sia bella o brutta, che un'azione sia giusta o sbagliata. Dipende. Dipende da molti fattori; ma credo che il principale riguardi la persona che hai accanto, coloro con i quali condividi determinate esperienze. Perchè, del resto, ogni azione od ogni cosa è semplicemente indifferente ma acquisisce significato in base a come viene vissuta. Ad esempio le parole. Dipende da chi le pronuncia. Un semplice "ti amo" detto da una persona di cui non te ne frega niente non ti fa nessun effetto; anzi, può anche dar fastidio. Ma se tra tutte le persone che esistono sulla faccia della terra trovi quella che fa parte di te, il pezzo mancante che serve a completarti; beh, allora un 'ti amo' detto da lui è tutta un'altra cosa.
Ed io, seppur fossero passati dei mesi, riuscivo ancora ad emozionarmi per un semplice gesto, figuriamoci per quando aprivamo il nostro cuore all'altro in maniera così esplicita, dicendoci anche a voce quello che altrimenti viveva tacitamente dentro di noi.
Stavo ancora ripensando a ciò che ci eravamo detti poco prima, a quanto mi avesse fatto piacere quel nostro parlare chiaro, quel piccolo confronto che avevamo avuto e che sembrava aver sortito gli effetti migliori.
Venni richiamata alla realtà dalle sue parole, spostando lo sguardo su di lui e facendo in tempo a sentire la sua battuta sulle altre; quelle stesse altre che avrebbero rischiato la vita, se solo fossero esistite. Ma io mi fidavo di lui e sapevo che non avrebbe mai fatto niente di male per cui era anche inutile ragionarci su.
Gli feci una linguaccia, pulendo un po' il tavolo con uno straccio e ascoltando le altre sue parole, pensando a quella sua proposta.
Il mare. Era da tantissimo tempo che non ci andavo e dovevo ammettere che mi sarebbe piaciuto poter condividere anche quell'esperienza con lui. E poi, come se non bastasse, quello era un luogo davvero speciale, uno di quelli che adoravo particolarmente e di un romanticismo unico. Volevo fare anche quell'esperienza, ne avevo bisogno. E' strano come alle volte ti accorgi di quanto siano vitali alcune cose solo quando altri te lo fanno notare; prima, invece, sembra che tu non faccia nemmeno parte del tuo corpo, come se non sapessi nemmeno se quelle cose possano contare qualcosa per te o meno. Mah, che strano. Eppure ora sentivo l'impellente desiderio di poter condividere quei momenti insieme a lui, di poter restare accoccolata al suo corpo sulla spiaggia, ad ascoltare le onde del mare. E poi faceva anche caldo, quindi sarebbe stato tutto molto più bello da vivere.
Sì la spiaggia!!!!Ottima idea amore...non vedo l'ora di andarci!
Dissi avvicinandomi a lui e lasciandogli un bacio a stampo, sorridendogli allegramente e tornando a pulire la cucina, ancora tutta sporca di cacao e panna.
Cercai di pulire tutto al meglio, soprattutto perchè dopo un po' non sopportavo più quell'odore, sembrava che mi volesse tornare la nausea da un momento all'altro. Dopo aver pulito tutto lasciai un po' aperte le finestre, così da far passare un po' di aria.
Nel mentre decisi di andare a fare una doccia nell'altro bagno, così non avremmo dovuto aspettare troppo per uscire e avremmo potuto raggiungere la spiaggia il prima possibile.
Mi sfilai gli indumenti, facendo scorrere per un po' l'acqua nella doccia ed entrare, cercando di togliere tutto quel cacao dai miei capelli, lavandomeli più volte. Dopo la doccia mi asciugai velocemente, perdendo qualche istante a guardarmi allo specchio di profilo, passando una mano sul ventre, quasi come se in quel modo potessi vedere qualche differenza, una sorta di rigonfiamento. Ma non era così, non si vedeva ancora nulla.
Mi vestii, indossando un vestito comodo e un paio di sandali argentati, aciugando i capelli e lasciando che mi ricadessero sciolti sulle spalle. Mi truccai leggermente, per poi tornare in cucina e chiudere le porte, guardandomi ancora intorno, sperando che fosse tutto in ordine. Per fortuna era così, per questo mi allontanai, cercando Sam.
Amore dove sei? Hai finito la doccia?
Chiesi ad alta voce, mentre mi veniva in mente che quella sera avremmo comunque dovuto fare cena, ma che se non eravamo a casa dovevamo portarci qualcosa dietro.
Ti va di portarci qualche panino in spiaggia? Facciamo un pic-nic!
Aspattai una sua risposta, entrando in camera e cercando qualche asciugamano su cui sdraiarci una volta arrivati lì.
#34

Samuel Kalember (Cacciatore)

Ero contento che avesse accettato la mia proposta. Non è che adorassi il mare, ma l'idea di stare lì con lei mi rasserenava molto. Mi piaceva passare il mio tempo con Blu. E credo che quest'aspetto io non l'abbia mai nascosto a nessuno. Era come se rendesse piacevole anche ciò che non lo era per niente.
Stare in spiaggia con lei si sarebbe rivelato una nuova esperienza da passare insieme. Sì, sembrava che facessi tesoro di tutti i miei momenti con lei, di tutte le volte che avevamo provato ad uscire o imparare, collezionandole proprio come faceva un intenditore del settore.
Perchè ogni cosa aveva un nuovo aspetto, un nuovo sapore, una nuova facciata quando c'era lei. Era come se tutto fosse stato cancellato per essere provato per la prima volta con Blu.
Ok, allora è deciso!...Vado a farmi la doccia e torno amore...
Dissi dandole ancora un altro bacio, prima di allontanarmi e dirigermi in bagno. Come sempre la doccia era una sorta di momento personale, in cui alle volte il rumore dell'acqua che scorreva riusciva a zittire persino i miei pensieri. L'acqua era caldissima. Sorridevo all'idea che quando sarei uscito non avrei visto niente tanto era il fumo.
Il mio mondo, il suo mondo, il nostro mondo. Aveva cominciato a muoversi, a girare in tondo, a farci capire che due come noi non si potevano fermare lì. I bambini sarebbero stato il nostro centro gravitazionale e noi li avremmo accompagnati negli anni girandogli intorno, mostrndogli la nostra attenzione, sapendo di non poter fare altrimenti.
Eh già. Preferivo di gran lunga sottopormi ai sacrifici più struggenti per non infliggere a quelle due creature, frutto dell'amore tra me e Blu, un dolore atroce nel non avere una figura paterna.
Per quanto incapace possa essere, almeno sarò presente. Per questo non potevo torturarmi. Io avrei fatto del mio meglio. Volevo essere chiamato "papà" perchè me lo meritavo, perchè i miei figli mi consideravano tale, perchè quel fremito che proprio adesso ho provato mentre pensavo a me attorniato dai bambini rendeva giustizia al desiderio che prima d'ora non avevo mai provato.
Magari diventare padre non era così male. Persino mio padre era riuscito a fare un buon lavoro con me, nonostante non abbia adempiuto a tutti i suoi "doveri" che io non consideravo tali, ma un padre dovrebbe esserci sempre per suo figlio, specie se è l'unico.
Comunque, sapevo benissimo che avrei passato i futuri nove mesi ad ammorbarmi sulla mia "nuova vita", su tutti i possibili ripieghi e sfaccettature. E non mi importava nemmeno. Anzi, proprio adesso che il mio entusiasmo cominciava a dare i primi colpi.
Chiusi l'acqua, e quando uscii dalla doccia, tutto era come previsto. Mi misi l'accappatoio e mi avvicinai al lavandino. Dovetti aspettare qualche istante per riuscire a vedere tutto nitidamente. E lo specchio...Non specchiava più. Lo asciugai un pò con il phon, per poi fare istintivamente lo stesso con i capelli.
Mi vestii, sentendo la voce di Blu risuonare all'esterno del bagno.
Eh? No...Cioè sì...Sono pronto!
Dissi incerto di quello che mi aveva chiesto, per poi capire la sua frase. Feci per uscire dal bagno e raggiungere la cucina.
Li praparo un attimo io?!
Chiesi in maniera del tutto retorica, alzando la voce per farmi sentire da lei che non era in cucina, cominciando a prendere gli ingredienti che sarebbero serviti poi.
Pronti!
Esclamai una volta chiuso l'ultimo panino e averlo riposto poi in una borsa.
Amore quando hai finito andiamo...!
Dissi rivolgendomi a lei, avendo finito di preparare i panini e aver preso da bere, chiudendo la borsa che tenevo sul tavolo.
Aspettai che mi rispondesse, che fosse pronta, prima di chiudere tutto uscendo e dirigendoci verso l'auto. La cosa bella di New York era il lungomare, caratterizzato da lunghe spiagge interrote di tanto in tanto da strade che affacciavano sulla sabbia stessa, che al tramonto diventava davvero spettacolare. Le spiagge erano libere e sgobre di sera, un vero e proprio clichet per chi voleva stare in pace con se stesso. Sembrava ci fosse più spazio sulla spiaggia che altrove. Mi destabilizzai dal ricordo che avevo di quel posto, volgendo di nuovo la mia attenzione a Blu.
#35

Blu Roberts (Umana)

Ormai ero del tutto convinta che lui non fosse un tesoro da trovare. No, affatto. Perchè pensarla in quel modo equivaleva a considerarlo un punto di arrivo, un qualcosa che una volta trovato non poteva più dare nulla. Come una sorta di premio. No, non era così. Era spledido anche vincerlo, quel premio, questo era certo; ma nel bel mezzo di una gara, quello che conta, non è semplicemente quello che troverai alla fine di quel 'viaggio', ma soprattutto quello che vivi nel bel mezzo di quel percorso. Ed io lo consideravo così, il mio compagno di vita, colui che camminava di fianco a me e con il quale, chissà quando, sarei arrivata a ricevere quel premio. Ma, alla fine, ogni istante passato con lui era migliore di una coppa o di un tesoro nascosto. Quello che provavo percorrendo la nostra vita insieme valeva molto di più di quello che avremmo trovato a fine corsa. Quello che sentivamo ci rendeva vivi, fieri di quella vita, pronti a condividere altri momenti, a non stancarci mai di quello che stavamo facendo. Per questo non amavo considerarlo come un punto d'arrivo, piuttosto come una partenza ed un qualcosa da percorrere, ma che non sarebbe terminato mai. Del resto, si sa che quando riesci ad arrivare ad un punto fermo poi finisci per abituarti persino di quella vittoria, di quell'obiettivo che ti eri posto e che hai raggiunto. Ma di certo non è bello fermarsi al primo stadio, accontentarsi di quello che si ha. E con lui era esattamente il contrario, ricercavamo sempre attimi diversi da condividere, emozioni nuove da esplorare, territori su cui poggiare la nostra attenzione. Avevamo feeling anche su questo, sulla voglia di fare nuove esperienze, le stesse che ci univano più che mai.
Nel mentre raggiungevo la camera da letto, aprendo qualche armadio e cercando delle coperte o degli asciugamani da spiaggia sentii le sue parole.
Sì, ok...Fai tu...Ti raggiungo subito!
Esclamai, cercando di utilizzare un tono di voce che fosse abbastanza alto per farmi sentire.
Trovai quello che cercavo, due grossi asciugamani con vari disegni ricamati sopra che ci sarebbero serviti per sdraiarci e per fare quella sorta di pic-nic che avevamo organizzato all'ultimo momento.
Presi una grande borsa, piegandoli e mettendoli dentro, per poi afferrarla e raggiungerlo in cucina.
Eccomi! Ho preso due asciugamani da spiaggia!
Lo informai, avvicinandomi e sorridendo, sbirciando nella borsa dei panini che aveva preparato. Non sapevo come ma sentivo già una gran fame, come se non mangiassi da due giorni.
Cercai di non pensarci, riportando lo sguardo su di lui, pronta per andare finalmente al mare.
Ok, possiamo andare!
Sorrisi entusiasta, riprendendo la borsa con gli asciugamani e le chiavi di casa, uscendo dalla porta ed aspettando che facesse lo stesso. Chiusi la porta alle nostre spalle, scendendo le scale a raggiungendo l'uscita dell'edificio, per poi arrivare fino al parcheggio, dove c'era la macchina.
Poggiai le varie borse nei sedili posteriori, sedendomi nel posto del passeggero ed accendendo un po' di radio, abbassando comunque il volume, in modo che rimanesse una sorta di colonna sonora di quel momento.
Non vedo l'ora di essere lì!
Ridacchiai, aspettando che partisse, allacciandomi la cintura e sorridendo felice, soprattutto per la prospettiva che avevo di quella serata che stavamo per vivere.
#36

Samuel Kalember (Cacciatore)

Prendemmo la macchina, con lei seduta al mio fianco e le borse messe invece sui sedili posteriori, per far in modo che non fossero d'impiccio. Misi in moto, voltandomi verso di lei quando udii quelle parole. Ci avviammo verso la strada per andare lì, in spiaggia.
A chi lo dici!
Risposi altrettanto entusiasta, portando l'attenzione poi su quello che mi circondava, per poter guidare in maniera decente. L'emozione di quel giorno era...indescrivibile. Tutto era divenuto un susseguirsi di eventi più o meno catastrofici. Di solito li si affrontano con calma, uno alla volta. E invece ci erano arrivati tutti insieme, non volevano aspettare, non desideravano altro che prendere la mira e colpirci in pieno, travolgendoci e cambiando in tutto e per tutto la nostra vita.
Il modo in cui avevo affrontato quella notizia era solamente un processo obbligatorio da fare davanti alle difficoltà. Ero fatto così. Prima la prendevo bene, poi veniva la crisi e la meditazione che poteva essere più o meno lunga, ed infine c'era l'illuminazione finale, che consisteva semplicemente nel rinnegare tutto quel pensare e agire secondo l'istinto.
Mi conoscevo bene, era una specie di routine inevitabile da cui non riuscivo a liberarmi.
Ci impiegammo più o meno un quarto d'ora ad arrivare. La spiaggia non era lontana dal centro ma dovevamo comunque fare un pò di strada per raggiungere il luogo che avevo in mente.
Al termine del grande lungomare c'era una zona dove un piccolo istmo formato da un misto di rocce e sabbia compatta che veniva sommerso a pari livello con quello dell'acqua circostante quando c'era l'alta marea. Non era un fenomeno raro, ma aveva la sua particolarità perchè da lontano sembrava che tu fossi capace di camminare sull'acqua, visto che nessuno poteva sapere della presenza di quello che c'era sotto il livello del mare.
Comunque sia, tornando al presente, mi rivolsi verso Blu dicendole qualcosa sull'essere arrivati. Entrai nello spiazzo di pietra prima della spiaggia, dove parcheggiai l'auto. Uscii da quest'ultima, andando a prendere le borse che avevamo precedentemente messo sui sedili posteriori. Aspettai che Blu mi raggiungesse prima di chiudere l'auto a incamminarmi.
Non c'era molta gente, anzi. Non capivo perchè questa città con tutto ciò che aveva di bello, non veniva sfruttata nel migliore dei modi. Se solo avessi avuto più tempo sarei venuto qui tutte le volte che mi passava alla mente.
Bello vero?!
Dissi rivolto verso Blu, sorridendo e allungandole una mano per poter afferrare la sua. La sera stava accennando ad arrivare e il sole di conseguenza cominciava a calare. Il tramonto era una delle parti della giornata che preferivo. Diciamo che la bellezza, la forza, la malinconia che emanava rispecchiava quello che avevo dentro.
Mi sentivo strano a immedesimarmi in un evento naturale ma era così. Ero fiducioso nell'immaginarmi come un tramonto.
Mano nella mano, con le borse nell'altra, ci avviammo verso la spiaggia.
Ecco lo sapevo...!
Dissi fingendomi stizzito dal fatto che in ogni passo che facevo, sprofondavo nella sabbia. Mi tenevo a lei con la mano, cercando di restare in equilibrio e non cadere.
Mi sa che dovrò imparare a non essere più il bambino della situazione...
Ammisi tra me, notando che mi perdevo sempre per delle banalità. E cosa avrei fatto quando i miei figli sarebbero venuti da me a lamentarsi per qualcosa?!
Io non potevo unirmi a loro e lagnarmi di conseguenza. Dovevo crescere, ed esserne consapevole era già un buon inizio. Non potevo correre da Blu ogni volta che mi trovavo in difficoltà. Il fatto che c'era non significava che dovessi sfruttare la sicurezza che mi infondeva.
Qui va bene?!
Chiesi una volta raggiunta la riva, pronto a togliermi l'ingobro di quelle borse per dedicarmi un pò meno a quelle e un pò di più a Blu.
#37

Blu Roberts (Umana)

Esperienze. Bisogna farne tante, troppe. Non si finisce mai di imparare, è davvero così. Alle volte sono proprio quell'esperienze che ti fanno del male, che ti 'violentano' in maniera tale da farti persino passare la voglia di vivere. Altre, solo grazie ad esse si riesce ad andare avanti, a trovare il coraggio di continuare a mettere un piede davanti all'altro, senza lasciarsi scoraggiare dalle avversità.
Lui, in effetti, era un'esperienza. Era partito come l'incontro di un mattino, come un semplice scambio di sguardi, di parole, di battute. E, seppur inizialmente non sapessi come sarebbe andata a finire, ci avevo creduto. Era ed è l'esperienza migliore che mi fossi concessa il lusso di poter fare. Già, perchè era come se quella mattina, quella del nostro incontro, fossi rimasta per qualche istante davanti ad un bivio. Dovevo accettare o meno il suo invito a quella festa; e, probabilmente, se non lo avessi fatto, non mi sarei concessa la possibilità di vivere quell'esperienza e tutte quelle che erano venute a crearsi dopo, in seguito alla decisione di rivederlo.
Ogni istante passato con lui, ogni esperienza fatta, valeva tutto quel cambiamento, tutto quel processo iniziato quella stessa mattina che ci avrebbe portato a fronteggiare situazioni forse persino più grandi di noi; ma che, in un modo o nell'altro, saremo stati in grado di fronteggiare.
Io volevo continuare a stargli accanto, a viverlo in tutta la sua essenza, a farmi condizionare l'esistenza da quel nostro amore. Non c'era niente di più bello che sentirsi soggiogati da un sentimento come quello. Solitamente si tende a considerare qualsiasi cosa che inibisce i nostri sensi come un qualcosa di negativo, qualcosa che non ci permette di esprimerci in tutta libertà data la nostra dipendenza da esso. Invece per me non c'era niente di meglio di quel sentimento che mi legava a lui e per il quale avevo il sorriso sulle labbra e guardavo con ottimismo la vita.
Nel mentre quei pensieri vagavano nella mia testa, arrivammo a destinazione. Parcheggiammo, mentre cercavo già di vedere quel paesaggio magnifico che si estendeva davanti a noi. Sembravo una bambina, una di quelle che non vedono l'ora di arrivare in spiaggia e che non fanno altro che far impazzire i genitori, chiedendo quando arrivasse il momento di potersi fare il fatidico bagno e di poter giocare con la sabbia. Sentivo di provare lo stesso entusiasmo, di non vedere l'ora di condividere con lui quei momenti.
Eccociii!!
Sorrisi, guardandolo per qualche istante, per poi scendere dall'auto, guardandomi intorno.
Era....Stupendo? No, di più. Non c'era parola per descrivere quel luogo. Era strano, ma in tutti quei mesi mi ero trovata tante volte nella difficoltà di trovare le parole adatte per una determinata situazione o emozione. E, quel giorno, ero nuovamente di fronte allo stesso problema. Non che fosse tanto grave, il punto era che non riuscivo a trovare nessun tipo di aggettivo che esprimesse al meglio quello che significava per me quel tipo di situazione perchè era troppo, superava qualsiasi tipo di aspettativa. Non esistevano parole per spiegarmi, perciò, mi accontento di dire che era semplicemente magnifico.
Annuii nel sentire la sua domanda, sorridendo e rimanendo qualche istante persa nel guardare tutte quelle bellezze in un colpo solo. E non era solo del paesaggio che stavo parlando; no. Lui, sotto quella luce che lentamente stava lasciando il posto al buio, con i capelli leggermente spettinati dal venticello che c'era nell'aria...era bellissimo. Lo avevo sempre considerato maledettamente perfetto, ma quella sera lo era ancora di più; era straordinario.
Sì amore...E' stupendo...
Sorrisi, stringendo la sua mano nella mia, tenendo per me quel pensiero rivolto alla sua persona, iniziando a camminare verso la riva, dove ci sistemammo.
Va benissimo!!
Dissi entusiasta, spostando l'attenzione sulla sabbia che mi entrava un po' nei sandali, che tolsi subito dopo, così da poter camminare in tutta libertà su quei granellini fini e ancora caldi grazie alla luce solare.
Lo aiutai con le borse, prendendo i due grandi asciugamani che avevamo portato da casa e distendendoli, posizionando meglio quella sorta di cestino da pic-nic.
Poco dopo, quando tutta la nostra roba era ormai sistemata, lo presi per mano, portandolo con me più in là, dove la sabbia iniziava ad essere più bagnata, data la vicinanza alle onde marine.
Dovremmo venire più spesso qui...E' magnifico!
Sorrisi allegramente, decisa a godermi quella serata al massimo, senza lasciare che nulla ce la rovinasse.
Mi persi per qualche istante a guardare il mare, le onde che si infrangevano contro gli scogli in lontananza e a percepire quel profumo salino che solo in un posto come quello poteva esserci.
Perchè non facciamo un bagno?!?
Chiesi di punto in bianco, senza ragionarci su. Alzai il capo verso di lui, mettendomi proprio davanti, sfiorando con una mano il suo petto muscoloso.
Non c'era nessuno in quella spiaggia, ormai tutti erano tornati nelle loro case. Era un po' come se fosse solo nostra, privata.
Non abbiamo i costumi, ma...stiamo in intimo! Che ne dici?
Aggiunsi ancora subito dopo, sperando che mi dicesse di sì. Non faceva nemmeno freddo e neanche l'acqua sembrava avere una temperatura tanto bassa. Era l'atmosfera ideale, il momento migliore per poter condividere anche quell'esperienza, insieme.
#38

Samuel Kalember (Cacciatore)

Non mi dispiaceva continuare ad ammettere che dipendevo completamente da Blu. Più passava il tempo più riuscivo ad accettare l'idea di quello che ci sarebbe successo. Ma piuttosto non riuscivo più a capacitarmi del fatto che avevo pensato di riuscire a cavarmela senza di lei, di pensare alla mia vita da divorziato solo perchè avevo paura di non saper fare nè il padre e nè il marito contemporaneamente.
Il fatto che ero stato da sempre privato di attenzioni, non significava che non sentissi il bisogno di riceverne. E anzi. Se lei diceva di amarmi io le pretendevo, con una sorta di egoismo ricambiato. Certo non la ricattavo nè reclamavo le sue attenzioni. Le volevo, semplicemente perchè ne avevo bisogno, perchè ero un tipo sicuro ed insicuro contemporaneamente e di conseguenza volevo che alcune certezze me le dovesse dare lei.
E lo faceva. In continuazione. Ecco perchè ero veramente un cretino.
Lei mi stava sempre accanto e nonostante in quella situazione avevo agito da codardo, l'avevo trovata comunque lì al mio fianco. Dovevo solamente ringraziarla e poichè sapevo che non avrebbe accettato un semplice grazie senza dire qualcosa anche dal canto suo, avevo deciso di farlo in maniera tacita; avrei dimostrato quanto grato le ero standole accanto e facendole capire quanto l'amassi per tutto il resto della mia vita.
Tutta quanta la mia vita la dedicavo a lei. Ero suo.
Camminammo ancora lungo quella spiaggia, fino al punto in cui avevamo deciso di fermarci.
Sistemammo le varie cose lì, sulla sabbia, lasciando che tutto il resto, ossia quel bellisssimo posto, ci permettesse di rilassarci.
Mano nella mano, ci incamminammo verso la riva, fermandoci ad ammirare per qualche istante il mare, poco agitato quella sera. Era strano vedere un tempo così a New York. C'era una temperatura ottimale. Non mi sorprese ascoltare la sua domanda.
Ma...amore...possono vederci...
L'ultima cosa che mi interessava era proprio quella di pensare agli altri. Le diedi un bacio sulle labbra, incapace di resisterle ad una distanza così ravvicinata, portando la mano sulla sua e stringendogliela.
In intimo?? No amore...Certe cose...
Bloccai la mia frase, allontanai la mano che tenevo stretta nella mia dal petto e mi sfilai via la maglietta.
...in pubblico...Non sono mica il tipo io...
Dissi riprendendo a parlare, scuotendo un pò la testa visto che la maglia mi aveva spettinato un pò i capelli. Mi slacciai anche i jeans, con un aria divertita, pronto a buttarmi in acqua.
Sei ancora vestita?! Su che aspettiamo te...
Evidentemente non eravamo mica in due. Tra qualche mese saremo stati in quattro...Quattro! E stavolta sarebbe stato diverso. Io lo sarei stato. Non dovevo vedere per forza la digura del padre come persona seriosa e irremovibile, solo perchè lo era mio padre. Avrei gettato io le mie basi per i miei figli. Volevo che un domani si ricordassero di me, per quello che ero stato in grado di dargli.
O vuoi che lo faccia io?!
Dissi accompagnando le mie parole con un ghigno malizioso, avvicinandomi a lei per lasciarle ancora un altro bacio a fior di labbra.
Dai vieni!!!
Esclamai, avvicinandomi all'acqua, ma prima che potessi toccarla mi voltai verso di lei. Andai da lei, prendendola in braccio e correndo poi verso l'acqua. Non avevo ancora nemmeno visto la temperatura, ma non mi importava. Sapevo che sarebbe risultata comunque fredda a primo impatto.
#39

Blu Roberts (Umana)

Come un'intera spiaggia potesse diventare un angolo per alcuni era, forse, un mistero. E noi, in quegli istanti, facevamo parte di quelle persone, di quelle che sanno rendere proprio un luogo, un posto, un dettaglio di ciò che la natura ci offre. Non c'era niente di più bello di un posto del genere, di un luogo dove sentirsi parte con il paesaggio, affondare in esso, guardarlo, perdersi nei suoi particolari, in ciò che se non viene guardato con attenzione, sfugge allo sguardo, alla possibilità - seppur remota - di fare proprio quel piccolo angolo che mai nessuno, magari, ha notato.
Era bello sentirsi così, era bello potersi considerare gli unici visitatori di quel luogo, gli unici che avrebbero passeggiato su quel genere di sabbia; perchè, inevitabilmente, dopo poco, le onde avrebbero cancellato il passaggio, quello che per qualche istante era stato solo nostro.
I granellini di sabbia che ora sfioravano i nostri piedi, che rendevano piacevole quel cammino su quell'apparente velo chiaro e scuro, erano i nostri, magari ce li saremmo ritrovati più tardi, al ritorno a casa. Ce li saremmo portati con noi. E la natura ce lo permetteva, non diceva nulla, non biasimava quel nostro 'rapimento', seppur fatto inconsciamente, privo di malizia.
Le sue parole, quel suo modo di fare, quei suoi baci appena accennati che lasciavano il suo sapore sulle mie labbra, le stesse che sapevano di lui da cinque mesi e che non avrebbero fatto altro che continuare a cercare quella fragranza, quel gusto solamente suo. Mi cibavo di esso, di quegli sguardi, del desiderio che i nostri corpi sprigionavano all'altro, dell'alchimia che c'era sempre stata e che, mi auguravo, non avrebbe mai avuto fine.
Rimasi in silenzio, in balia di quei suoi movimenti, della sua capacità di farmi letteralmente capitolare ai suoi piedi, mentalmente parlando.
Mostrava lentamente il suo corpo, lasciando che i suoi muscoli venissero allo scoperto, che si dimostrasse nella sua infinita bellezza, mentre i vestiti che prima lo coprivano finivano a terra, venivano lasciati soccombere lì, al suolo, assolutamente inutili visto ciò che stavamo per fare.
"Aspettiamo te..." Con due parole mi fece rabbrividire, emozionare, sentire i battiti del mio cuore cessare per qualche secondo la loro abituale corsa nel mio petto. L'atmosfera era molto più piacevole, tranquilla e felice di prima. Avevamo accettato quella nuova realtà, quella consapevolezza che di lì a nove mesi non saremmo stati più solo noi due, ma bensì in quattro. Quattro!! Ancora non ci credevo; ma, forse, me ne sarei resa conto solo nel momento in cui avrei potuto coccolare quei due pargoletti tra le mie braccia, quando avrei potuto averli materialmente lì, con noi.
Ora non avevo più paura, ora vivevo. Semplicemente.
Arrivo, arrivo!!
Esclamai ridacchiando, portando le mani all'altezza delle mie ginocchia, cercando di sfilare quel vestito leggero che avevo indossato a casa. Ma non ebbi il tempo di farlo che, inaspettatamente, mi ritrovai tra le sue braccia, ammaliata dal calore che sprigionava e dalla sua presa forte con la quale mi faceva sentire protetta.
Amoreee!!
Scoppiai a ridere, facendo incontrare le mie mani dietro al suo collo, stringendo la presa e guardandolo in viso, con gli occhi assolutamente persi nei suoi.
In poco tempo, senza che nemmeno riuscissi a calcolarlo, ci ritrovammo tra quelle onde, tra quel mare che poco prima ci limitavamo ad osservare.
L'impatto con l'acqua non fu così sconvolgente, infatti la temperatura era già abbastanza calda e fu molto più che piacevole iniziare a sguazzare in quell'immenso spazio cristallino.
Lasciai andare la presa dal suo corpo, bagnandomi del tutto e sentendo il tessuto del vestito iniziare ad appiccicarsi sulla mia pelle, infastidendomi.
Beh, direi che questo è praticamente inutile, ormai!!
Scoppiai a ridere, sfilandomelo ed avvicinandomi con qualche passo lento alla riva, cercando di lanciarlo sugli asciugamani che avevamo disteso poco prima, ma senza riuscirci. Inarcai un sopracciglio, notando che si era praticamente sporcato tutto di sabbia, scuotendo il capo e voltandomi verso di lui, con un'espressione divertita.
Bene, vorrà dire che dopo andrò in giro nuda!
Scherzai, avvicinandomi a lui e portandogli le braccia al collo, affondando le mani nei suoi capelli, portandoglieli un po' indietro, mentre mi perdevo nei suoi occhi profondi.
Mmm...E' tutta colpa tua, però...
Feci un'espressione imbronciata, volta a scherzare, ovviamente. Gli lasciai un bacio sul naso, sorridendo maliziosamente.
Considerati in debito con me!
Aggiunsi ancora, non perdendo quel ghigno che mi si era stampato in viso.
Mi allontanai di poco da lui, immergendomi completamente nell'acqua, nuotando un po', mentre osservavo il cielo che lentamente si oscurava, dando la possibilità alla luna e alle stelle di fare capolino su di noi, di ammaliarci con la loro luce.
Quando inziavo ad arrivare più a largo decisi di voltarmi, per tornare lì dove riuscivo a toccare, giusto per non rischiare. Non sapevo ancora se la gravidanza poteva portarmi dei disturbi di qualche tipo, magari stando sott'acqua. L'ultima cosa che volevo era rovinare quella nostra serata e quella sorta di 'magia' che sembrava esserci nell'aria.
I miei occhi, mentre lentamente tornavo dove eravamo prima, erano puntati solo su di lui. Sembrava essere ancora più bello, ancora più...sexy. Sì, eccome se lo era!! Alcune goccioline d'acqua gli cadevano sul corpo, gli disegnavano i muscoli, i lineamenti dei suoi pettorali, del suo fisico che era...perfetto. Dio, era assolutamente la persona più desiderabile che esistesse sulla faccia della terra. Altrochè Mister Universo. Io sì che ce l'avevo il mio, personale, Mister Universo. E sottolineo personale, eh, sia chiaro.
Arrivai lì, a poca distanza da lui, tirandomi su, iniziando a camminare, seppur l'acqua mi arrivasse un po' oltre al ventre e non fosse così semplice farlo.
Amore...Ma sei tu che sei irresistibile o sono io che con la gravidanza non ci sto capendo più niente?!
Sorrisi, arrivando davanti a lui, poggiando le mani sul suo petto, sfiorandolo, facendo ancora qualche passo, così da sentire i nostri scorpi sfiorarsi.
Lo abbracciai, stringendomi a lui, lasciando che l'acqua e le onde ci cullassero, mentre iniziavo a lasciare qualche bacio sul suo collo, risalendo fino al suo viso, sentendo il sapore della sua pelle mescolato a quello salino del mare, che rendeva il tutto ancora più fantastico.
Credo sia arrivato il momento di pagare quel debito...
Sorrisi sensualmente, guardandolo in viso, disegnando le sue labbra per qualche istante con le dita, prima di unirle alle mie, mordicchiandogli il labbro inferiore con desiderio.
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