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#21

Anche la mannara li aveva raggiunti, evidentemente il colpo non era andato a segno, si muoveva verso la sireno finendo per affiancarla, a quanto pare avrebbe dovuto affrontarle entrambe.
Pollo Luminoso? Una risata risuonò da dentro l'elmo, metallica e priva di gioia
A quanto pare la fantasia non ti manca botolo, e per quanto riguarda te ragazza, qualunque cosa tu sia non cambierà le cose
Ora doveva decidere chi mettere fuori combattimento per prima, la ragazza che anche se si fosse rivelata ciò che sospettava non sarenne stata una grande minaccia o la lupa?
Mentre stava riflettendo su questo fu interrotto dalle parole della ragazza
Non ho bisogno del tuo aiuto! Vattene creatura impura!
Bene, a quanto pare non volevano collaborare come lui aveva sospettato. Questo rendeva solo le cose più facili
E a quanto pare controllava il potere dell'acqua a giudicare dall'onda in arrivo, scosse la testa, quella creatura non aveva idea di come combattere
Patetico...
Disse poco prima di aprire le ali e librarsi per un breve periodo in aria appena più in alto dell'onda, la osservò passare e travolgere la spiaggia, chissà che fine aveveano fatto le sue due avversarie.
Ritornò con i piedi ben saldi a terra appena l'onda fu passata, era ora di finirla di perdere tempo, cominciò a muoversi verso le due ragazze...
#22

Botolo, eh?
Sbottò Raven, più divertita che offesa.
Il suo divertimento raggiunse il culmine poco dopo, quando la sirena le soffiò contro.
Inclinò leggermente la testa, come fanno i cuccioli quando non capiscono qualcosa, e si sedette a terra a guardarla con occhi innocenti.
Fu quando la donna cominciò a sollevare le acque dietro di sè, che Raven cominciò a divertirsi un po' meno. I suoi occhi si puntarono sull'enorme onda che stava per scagliarsi su tutta la spiaggia. Ma soprattutto su di lei.
Trucco stupido contro un pollo, visto che quello aveva già spiccato il volo per evitare l'ondata, ma un po' più efficace contro di lei.
Si preparò all'impatto, mentre la massa d'acqua si avvicinava senza alcuna pietà. Si abbassò e tentò di ancorarsi a terra con le zampe, piantando gli artigli più a fondo possibile.
Quando l'onda la travolse, tentò una disperata risalita, fino a quando il respiro le mancò.
L'acqua le premeva sui polmoni. Aprì gli occhi.
in quella specie di fiume in piena, l'unica cosa che vide guardando verso l'alto fu la luna.
Il suo profilo perfetto, anche se distorto dal movimento delle piccole ondicelle sulla superficie, era bello come ricordava.
Respirò. Si maledì per quel tremendo errore che le stava giocando l'esistenza. Una stupida, ecco cos'era. Reggere fino all'arrivo della superficie l'avrebbe forse salvata.
E invece sentì l'acqua entrarle nella gola e riempirla dentro. Sentì il respiro mozzato. Tentò di tossire, ma l'unica cosa che fece fu inghiottire altra acqua.
Guardò di nuovo verso l'alto, mentre si contorceva pensando al suo dannato errore. E maledisse la luna. La maledisse perchè con la sua bellezza l'aveva incantata e mossa a suo piacimento. Ed ora la stava uccidendo, come qualche anno prima l'aveva portata in vita.
Il suo pensiero andò a lei e il suo sguardo si sbarrò in quel punto, ormai troppo stanco per spostarsi altrove.
Piano piano vide la luce candida della luna spegnersi, e poi il buio.
E nonostante l'avesse ridotta in quello stato pietoso, come una scialba cagna senza scopo in quella vita squallida, l'ultimo pensiero andò a lei. Si chiese se mai l'avesse rivista e se fosse sempre stata bella come l'ultima volta che l'aveva guardata.
Poi buio.
#23

Vand si trasformò. L'acqua l'aveva sommersa e non avrebbe mai sopravvissuto in quel corpo umano. Vide la lupa affogare. Qualcosa dentro di lei si mosse. Le aveva offerto il suo aiuto dopo tutto. Si maledisse e maledisse la lupa. Cosa stava facendo? Era uscita forse pazza? Il suo braccio si muoveva da solo. Stava per salvare la lupa. Perchè? Era uno stupido essere senza utilità. Stupida! Cosa stai facendo!?! si disse. Ma niente. La mano palamta continuava ad allungarsi verso la lupa e la coda da pesce si muoveva con un ritmo frenetico. Riuscì ad afferrare la lupa. Era svenuta. L'onda finalmente tornò indietro lasciando la spiaggia libera dall'acqua. Vand si ritrasformò. I piedi da umana sprofondavano nella sabbia bagnata. L'angelo era diretto verso di lei. Lo scherzetto non aveva funzionato. Ma quello era solo l'inizio! Senza aspettare oltre trasportò tutta la sua energia sul palmo della mano e con una smorfia mista di fatica e odio, cominciò a muovere l'acqua nel corpo dell'angelo. Si credeva forse forte contro di lei? Non era facile manovrare l'acqua nel corpo del ragazzo e lo sforzo si sarebbe fatto sentire, ma in quel momento Vand si trovava in vantaggio. Sentiva l'acqua presente nel corpo dell'angelo creare piccole e poi grandi onde. La vittoria era in mano sua. Avrebbe vinto.
#24

La lupa era svenuta, e ora la sirena, cercava di aiutarla?
Dei del cielo, quanto erano stupide, avrebbero potuto unire le forze e invece si combattevano fra loro, si vedeva che non erano abituate a un combattimento serio.
La lupa sarebbe stato un facile bersaglio ora che era inerme, ma uccidere un avversario indifeso non era una cosa onorevole per un soldato, no, avrebbe indirizzato la sua attenzione sulla sirena e poi si sarebbe occupato della sua compagna.
Arrendetevi, e morirete rapidamente, è l'unica cosa che posso offrirvi
Era una offerta sincera in fondo, meglio la morte con un rapido colpo, preciso e indolore che in seguito alle numerose ferite della battaglia.
Continuò a camminare verso la sirena, ormai era sua, improvvisamente però cominciò a sentire qualcosa di strano, prima come una sensazione di disagio, poi lentamente cresceva, le braccia dolevano e la testa girava. Fu costretto ad appoggiare la spada a terra e ad utilizzarla come una stampella, cadde in ginocchio tenendosi la testa con una mano, non era dolore quanto un immensa confusione e disagio, che diavolo gli stava facendo quella strega? Ma non poteva lasciarsi fermare da una cosa simile, si rialzò in piedi e usando la spada come terzo appoggio cominciò a zoppicare verso la sirena molto lentamente, fermandosi dopo ogni passo per riprendere l'equilibrio
Questo... non.... basterà...
Anche se pensava con fatica aveva già in mente come interrompere la cosa, ma doveva essere più vicino per sfruttare l'occasione
#25

Occhi di fuoco, di ghiaccio, di luce la circondavano. La fissavano. La volevano.
Luci evanescenti roteavano e cercavano di portarla con sè nell'oscurità. Si avvicinavano scattanti e si riallontanavano lentamente, in una macabra danza nel nulla.
Lei le temeva, le osservava piena d'odio. Ringhiava e si dimenava, cercando di azzannarle e di porre fine a quell'orrendo incubo. Ma le zampe non si muovevano, nè le mascelle rispondevano ai suoi comandi.
Ma se ne rese conto poco dopo che la causa di quella fatica nel muoversi era dovuta al fatto che lei non c'era. Non esisteva.
Capì poco dopo che la sua immagine, il suo sè, era perso nell'infinità di quel nulla.
Cercò più volte di riprendere uso del suo corpo, come ormai era abituata a fare da anni, ma questo non c'era. E allora venne tempestata dalla demoralizzazione.
Non viveva. Non esisteva. Non era.
E allora avrebbe voluto gridare, piangere, uccidersi. Ma morire era un premio troppo lontano dalla sua condizione attuale.
Finchè un'enorme fitta alla testa non la bloccò.
Poi sentì dolore. Forte dolore ovunque, anche in quel nulla che non era.


E poi tossì, sputando acqua salmastra.
Riversa di lato, si lasciò uscire tutto ciò che di non suo conteneva il suo corpo, poi si accasciò distrutta, con la pelliccia zuppa, a pancia in giù sul terreno fangoso.
Ansimava come mai prima di allora.
Trovò la forza per socchiudere gli occhi e guardare in sù. Riuscì a malapena ad incrociare lo sguardo con la Luna.
La vide, bella, bianca, luminosa, perfetta. Cercò il suo sguardo e la vide ridere, ridere di lei.
Raccolse in sè tutte le forze, alzando la parte superiore del suo corpo, reggendosi sulle zampe anteriori.
Irata e distrutta, tentò di gridare alla Madre tutto il suo odio. L'unica cosa che riuscì ad emettere fu un corto gemito strozzato, un ululato in pena.
Poi cadde di nuovo a terra, respirando affannosamente con gli occhi serrati.
#26

Il trucco dell'acqua non era bastato per fermare il ragazzo. Un velo di disperazione colpì Vand violentemente. Perchè la lupa non l'aiutava? Le aveva salvato la vita! Le doveva questo ed altro! Invece si mise ad ululare ricandendo, poi, a terra. Maledetta creatura! pensò Vand arrabbiata e in preda al panico. E maledetta sia io per averti salvato la vita! La rabbia di Vand continuava ad aumentare sempre di più. Cosa voleva da lei quell'essere? Per quale motivo la voleva attaccare? Non c'era il motivo! Non gli aveva fatto niente di male. Vand si immobilizzò. Raddrizzò la schiena e fece cadere dolcemente le braccia lungo i fianchi. Un vento leggero cominciò a soffiare la sua brezza marina. I capelli cominciarono ad ondeggiare con lui, creando strani disegno nell'aria. Sembrava che danzassero. Con voce calma, troppo calma, e con una cadenza lenta, con gli occhi dolci e persi i quelli dell'angelo disse. Chi sei? Cosa vai cercando in quest'isola abbandonata dall'uomo? Perchè attacchi? Cosa ti tormenta così tanto da portarti ad attaccare chi, di lottare, non ne ha proprio voglia? Credi di essere giusto nel fare ciò? Credi sia onesto? Credi sia uno scontro alla pari? E lentamente girò il volto verso la lupa, ormai priva di sensi.
#27

Mentre avanzava lentamente le parole della sirena forse pronunciate per convincerlo a fermarsi non sortirono alcun effetto
Quelle parole, rimbalzavano su Fuegan, rimbalzavano sulla corazza di freddo orgoglio e incrollabile fede nella giustizia che si era creato in tutti quegli anni "Non permettere che l'oscurità viva" questi erano gli insegnamenti con la quale era cresciuto, troppo radicati per lasciarsi fermare. Nemmeno una ragaza indifesa avrebbe potuto smuoverlo dal suo intento se era una creatura delle tenebre.
Continuava ad avanzare, e solo quando fu abbastanza vicino balzò improvvisamente spalancando le ali
Sono colui che ti punità per le tue azioni, Fuegan è il mio nome, ricordalo quando sarai davanti alle creature corrotte che servi
Il balzò gli era costato uno sforzo enorme, ancora sentiva i residui della magia della sirena che gli affaticavano gli arti ma non importava, ora il suo scopo era rompere la concetrazione di quella sciocca e finirla una volta per tutte, dopo sarebbe passato anche all lupa, che giaceva ancora inerme al suolo
Un peccato dover eliminare un avversario senza uno scontro degno di quel nome
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